Trapani, è Serie D. Ma Antonini rilancia (e attacca tutti): “Sentenze in arrivo, può cambiare tutto”
Il campo ha emesso il suo verdetto. E questa volta è difficilmente aggirabile.
Il Trapani è di fatto retrocesso in Serie D dopo la sconfitta contro il Cosenza. Una caduta che chiude, almeno sul piano sportivo, una stagione segnata più dalle penalizzazioni che dai risultati. I 25 punti tolti hanno scavato un solco impossibile da colmare, trasformando la corsa salvezza in una rincorsa disperata.
Eppure, mentre la classifica parla chiaro, il presidente Valerio Antonini continua a guardare altrove. Ancora una volta, verso i tribunali.
Le sue parole, dopo la partita, sono in linea con il copione già visto: toni duri, accuse pesanti e la convinzione che tutto possa ancora cambiare. «In settimana sono in arrivo due sentenze che ci aspettiamo possano ridarci i punti sufficienti per fare i play out. E l’8 maggio c’è poi la decisione che potrebbe stravolgere tutto quello che è successo finora».
Una speranza che si aggrappa alla giustizia sportiva, mentre il campo ha già detto la sua.
Antonini alza ulteriormente il livello dello scontro: «Non mollo di un centimetro e sono consapevole dei rischi che corrono nel far andare il Trapani in Serie D. Sono convinto che verrà presa una decisione sensata e che si arriverà a bloccare la vergogna che ci è stata fatta. Nessun giocatore avanza un euro dalla società, ma nonostante questo siamo stati penalizzati di 25 punti. La legge non è uguale per tutti».
Ma è nel video diffuso subito dopo la retrocessione che il tono si fa ancora più acceso. L’imprenditore parla apertamente di “cogl…ni che invadono Trapani”, risponde a chi ne chiede l’addio con un messaggio diretto – «Volete che vada via? Datemi i soldi che ho investito e me ne vado» – e arriva a insultare anche una parte della tifoseria, definendo “pezzi di m…” quelli che lo criticano.
Parole che inevitabilmente accendono lo scontro con la città, già provata da una stagione difficile e da un finale amarissimo.
C’è poi il tema del futuro, affrontato con la stessa durezza. «Se qualcuno spera che me ne vada ha capito male. Se mi porta i soldi non c’è problema e vado via, ma non c’è nessuno di serio che vuole comprare la squadra. Se restiamo in Serie C il Trapani vale tre milioni e mezzo, in Serie D circa due milioni».
Infine, uno spiraglio, almeno nelle intenzioni: «Ci aspetta una settimana cruciale. Abbiamo speranze che la legge faccia il suo corso, altrimenti ricominceremo dalla Serie D con una gestione diversa e più oculata».
Il punto, però, resta uno. Il Trapani è retrocesso sul campo. E mentre si attendono le sentenze che potrebbero – forse – riscrivere la stagione, la sensazione è che il destino sportivo sia già stato deciso.
Il resto, come spesso è accaduto quest’anno, si giocherà ancora una volta fuori dal campo. Con un clima, però, sempre più teso anche fuori dagli uffici della giustizia sportiva.
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