Il Liceo Scientifico “P. Ruggieri” si conferma ancora una volta un istituto d’eccellenza nella capacità di offrire ai propri studenti occasioni di crescita autentiche e di alto profilo. Dopo la partecipazione all’edizione 2024, la scuola è tornata protagonista alla Biennale Tecnologia 2026, questa volta anche con la curvatura in Scienze dei Dati e Intelligenza Artificiale.
Protagonisti dell’esperienza sono stati gli studenti della III C SDIA e della IV C di ordinamento, che hanno preso parte al Campus organizzato dal Politecnico di Torino nell’ambito della manifestazione, svoltasi dal 15 al 19 aprile e dedicata al tema “Soluzioni”. Per cinque giorni, Torino si è trasformata in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto: tra aule universitarie, piazze e luoghi simbolo del centro storico, i ragazzi hanno vissuto un’immersione totale nelle sfide del presente e del futuro.
Il ricco programma – tra lezioni, workshop, dialoghi, spettacoli, mostre e iniziative come “Politecnico Aperto”, “Tecnologia in Piazza” e “Tecnologia Futura” – ha coinvolto gli studenti non come semplici spettatori, ma come protagonisti attivi. Abituati alla riflessione teorica, i giovani del Ruggieri hanno colto l’occasione per confrontarsi direttamente con ricercatori e studiosi, interrogandosi sui limiti della tecnologia e sul suo impatto ambientale e sociale.
Particolarmente significativa è stata la possibilità di vedere come le competenze acquisite a scuola – in discipline come Scienze, Fisica, Matematica e Informatica – possano tradursi in strumenti concreti per affrontare problemi globali. Un’esperienza che ha rafforzato nei ragazzi la consapevolezza che lo studio tradizionale non è affatto superato, ma rappresenta la base imprescindibile per progettare soluzioni solide e, soprattutto, umane.
A rendere ancora più formativa l’esperienza è stato il carattere residenziale del Campus. La convivenza con studenti provenienti da tutta Italia ha favorito lo scambio di idee e la costruzione di una rete di confronto continua. Le assemblee plenarie e i momenti di discussione collettiva su temi come etica, sostenibilità e algoritmi hanno trasformato il Campus in una vera palestra di cittadinanza attiva.
In questo contesto è emersa una nuova figura di studente: quella dell’“umanista tecnologico”, capace di coniugare rigore scientifico e sensibilità sociale. Un profilo sempre più necessario in un’epoca in cui la tecnologia non può essere subita passivamente, ma deve essere guidata da cultura, responsabilità ed etica.
Gli studenti rientrano da questa esperienza con una consapevolezza più matura: per essere buoni scienziati o ingegneri domani, occorre essere oggi pensatori critici e responsabili. La Biennale Tecnologia ha così ribadito un principio fondamentale: la scienza, senza il supporto delle humanae litterae, è cieca; ma anche le discipline umanistiche, senza solide basi scientifiche, rischiano di non essere sufficienti per affrontare la complessità del mondo contemporaneo.