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24/05/2026 18:48:00

Pantelleria, niente più divieto di uso dei cellulari. La vittoria

Niente più divieto generalizzato di utilizzare il proprio telefono cellulare all’interno dell’hotspot di Pantelleria. Si è conclusa con una conciliazione davanti al Tribunale di Palermo l’azione inibitoria collettiva promossa da ASGI, dal progetto Spazi Circolari e da diversi ricorrenti contro la cooperativa Delfino, che gestisce il centro di primo soccorso dell’isola.

 

La vicenda riguarda uno dei temi più delicati nella gestione degli hotspot: il diritto alla comunicazione delle persone migranti appena sbarcate. Secondo i ricorrenti, il regolamento interno del centro impediva agli ospiti di utilizzare i propri telefoni personali, limitando così la possibilità di contattare familiari, avvocati e persone di fiducia.

L’accordo raggiunto tra le parti, accogliendo la proposta formulata dal Tribunale durante un’udienza del 12 febbraio scorso, ha portato alla cancellazione del divieto dal regolamento interno della struttura.

 

L’azione era nata dall’attività di monitoraggio svolta negli ultimi anni dal progetto “InLimine” proprio all’interno dell’hotspot di Pantelleria. Secondo quanto denunciato dalle associazioni, il divieto avrebbe inciso non solo sulla libertà di comunicazione, ma anche sul diritto alla difesa delle persone straniere trattenute di fatto nel centro.

Nel ricorso erano state avanzate anche altre richieste: la distribuzione di telefoni cellulari e schede telefoniche, la creazione di cabine telefoniche in spazi riservati, la disponibilità di connessioni internet e protocolli che permettessero a familiari e legali di contattare facilmente le persone ospitate nell’hotspot.

 

L’azione è stata promossa attraverso lo strumento dell’azione inibitoria collettiva previsto dall’articolo 840 sexiesdecies del codice di procedura civile. Diversamente dalla class action, che punta a un risarcimento economico, questo tipo di procedimento serve a ottenere la cessazione di comportamenti ritenuti lesivi per una pluralità di persone.

Per le associazioni coinvolte, la conciliazione rappresenta un precedente importante perché riconosce, di fatto, l’illegittimità di un divieto generalizzato sull’uso dei telefoni personali negli hotspot. Una questione che riguarda anche il diritto di accesso all’assistenza legale nelle prime fasi dell’arrivo in Italia, quando vengono effettuate le procedure di identificazione e fotosegnalamento.