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25/05/2026 08:22:00

Marsala, il ripassino prima del verdetto: così finì nel 2020

Mentre la città aspetta di conoscere il nome del nuovo sindaco, vale la pena fare un salto indietro di sei anni. Era l’autunno del 2020, un anno che tutti ricordano bene: niente voto a maggio, come da tradizione, ma elezioni rinviate a ottobre a causa della pandemia da Covid.

 

Il 4 e 5 ottobre 2020 Marsala andò alle urne in un clima particolarissimo, tra mascherine, distanziamento e paura del contagio. E il risultato fu netto: Massimo Grillo travolse il sindaco uscente Alberto Di Girolamo, chiudendo la partita già al primo turno.

 

Grillo ottenne infatti 23.488 voti, pari al 56,85%, conquistando Palazzo VII Aprile senza bisogno di ballottaggio. Di Girolamo si fermò a 12.721 voti con il 30,79%. Più distanti gli altri candidati: Aldo Rodriquez con il 6,74%, Giacomo Dugo con il 4,54% e Sebastiano Grasso con l’1,09%.

 

Quella del 2020 fu una vittoria larghissima anche dal punto di vista politico. La coalizione di Grillo conquistò infatti 21 consiglieri comunali su 24, lasciando appena due seggi alla coalizione di Di Girolamo e uno allo stesso candidato sindaco sconfitto.

 

Tra le liste più votate spiccavano:

  • Liberi – Massimo Grillo Sindaco con il 13,26%
  • Udc con il 12,30%
  • Marsala Città Punica – Psi con l’11,79%
  • Progettiamo Marsala con il 10,42%

 

L’affluenza fu del 61,63%: votarono 43.015 elettori su quasi 70 mila aventi diritto.

 

Oggi lo scenario è completamente diverso. Sei anni fa Massimo Grillo era il candidato della novità, l’uomo che prometteva di archiviare la stagione amministrativa precedente. Stavolta, invece, è lui il sindaco uscente chiamato a difendere il proprio operato e a misurarsi con gli sfidanti.

 

Nel 2020 fu una corsa quasi trionfale. Oggi, invece, Marsala appare molto più frammentata, incerta e divisa. E proprio per questo il risultato che uscirà dalle urne potrebbe raccontare una città molto diversa da quella di sei anni fa.