A Messina non si vota soltanto: si fa anche ginnastica con la scheda elettorale. Alta 54 centimetri e larga 58, piegarla senza istruzioni sembra quasi una prova pratica di ingegneria civile. Qualcuno ai seggi l’ha definita ironicamente “un manifesto pubblicitario più che una scheda”.
Le elezioni amministrative nella città dello Stretto entrano così nella storia per numeri impressionanti. I candidati complessivi sono infatti 1.926: praticamente un messinese ogni 97 elettori è in corsa per una poltrona.
Numeri record anche per le liste: 26 quelle presentate per il consiglio comunale, addirittura 128 per le sette circoscrizioni cittadine. Una macchina elettorale gigantesca, distribuita in 253 sezioni, comprese le nove speciali.
Il corpo elettorale è composto da 188.540 cittadini chiamati alle urne per eleggere 32 consiglieri comunali e 70 rappresentanti delle municipalità.
Una corsa affollatissima che racconta anche la frammentazione della politica locale e il peso che, ancora oggi, le amministrative hanno in Sicilia. A Messina, più che una competizione elettorale, sembra quasi una selezione collettiva di aspiranti amministratori.
E mentre gli elettori cercano di orientarsi tra simboli, liste e candidati, resta il piccolo grande problema pratico: richiudere la scheda senza trasformarla in origami.