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25/05/2026 06:00:00

Sicilia al voto, test per Schifani: oggi si chiude la partita in 71 Comuni

Oggi si vota. E, come sempre in Sicilia, non si eleggono soltanto sindaci e consigli comunali. Si misurano equilibri, si pesano coalizioni, si contano amici, avversari e soprattutto mal di pancia.

Le amministrative del 24 e 25 maggio sono il primo vero test politico diffuso per il governo regionale guidato da Renato Schifani. Una prova che riguarda 71 Comuni siciliani, tre capoluoghi e quasi un milione di elettori. Non è un voto regionale, certo. Ma in Sicilia anche il sindaco del piccolo Comune può diventare un segnale per Palazzo d’Orléans.

I seggi, aperti ieri dalle 7 alle 23, resteranno aperti oggi, lunedì 25 maggio, dalle 7 alle 15. Poi comincerà lo spoglio. Gli eventuali ballottaggi nei Comuni sopra i 15 mila abitanti sono fissati per domenica 7 e lunedì 8 giugno.

 

Tre capoluoghi al voto

I riflettori principali sono su Messina, Agrigento ed Enna. Tre città diverse, tre partite politiche che pesano più del dato amministrativo.

A Messina il voto riguarda una macchina elettorale enorme: 188.540 elettori, con l’elezione del sindaco, del consiglio comunale, dei presidenti e dei consigli circoscrizionali. Ad Agrigento gli elettori sono 51.266, a Enna 25.755.

Sono città che diventano inevitabilmente un termometro. Per il centrodestra, che governa la Regione, ogni risultato verrà letto come conferma o campanello d’allarme. Per il centrosinistra, invece, questa tornata è l’occasione per capire se l’opposizione esiste davvero anche fuori dai comunicati stampa.

 

La mappa del voto

In Sicilia sono chiamati alle urne 929.486 elettori. Dei 71 Comuni al voto, 54 eleggono sindaco e consiglio comunale con il sistema maggioritario, mentre in 17 centri sopra i 15 mila abitanti si vota con il proporzionale e l’eventuale doppio turno. 

La provincia con più Comuni coinvolti è Messina: 17 centri e 287.505 elettori. Qui pesano anche sfide importanti come Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo.

Nel Palermitano si vota in 16 Comuni, tra cui Carini, Misilmeri e Termini Imerese. Nel Catanese urne aperte in nove centri, tra cui Bronte, Pedara e Randazzo. Nove Comuni al voto anche nell’Agrigentino, sette nel Nisseno, sei nell’Ennese.

Nel Trapanese si vota a Marsala, Campobello di Mazara e Gibellina: 83.484 elettori complessivi, con il grosso concentrato nella città lilibetana. Lo spoglio sarà seguito in diretta su Tp24.

 

Marsala, Campobello e Gibellina

 

In provincia di Trapani la partita è tutt’altro che secondaria. Marsala è il Comune più grande al voto nel Trapanese, con 68.320 elettori. Campobello di Mazara cerca una nuova pagina dopo gli anni in cui il nome della città è stato inevitabilmente associato alla latitanza di Matteo Messina Denaro. Gibellina vota nell’anno in cui è Capitale italiana dell’arte contemporanea, tra ambizioni, vetrine culturali e polemiche sulla gestione delle risorse.

Tre Comuni, tre storie diverse. Ma un’unica domanda politica: chi tiene davvero il territorio?

 

Il test per Schifani

 

Per Schifani il voto misura il peso reale della maggioranza. Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Dc e liste civiche si presentano spesso insieme, qualche volta divisi, altre volte con alleanze molto creative. La Sicilia, si sa, è terra di coalizioni elastiche: al mattino si litiga, al pomeriggio si fa una lista civica, la sera si brinda tutti insieme.

Il risultato dei capoluoghi e dei centri sopra i 15 mila abitanti dirà molto sulla tenuta del centrodestra e sulla capacità del centrosinistra di trasformare le critiche al governo regionale in consenso vero.

Dalle 15 in poi comincerà il momento della verità. Prima i numeri, poi le interpretazioni. E, come sempre, la lunga stagione dell' “abbiamo vinto tutti”.