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26/05/2026 06:00:00

Campobello volta pagina, Gibellina conferma Sutera

Due comuni, due storie diverse, ma un messaggio politico chiaro arrivato dalle urne. A Campobello di Mazara vince il ritorno di Daniele Mangiaracina dopo vent’anni lontano dalla politica attiva. A Gibellina gli elettori scelgono invece la continuità, confermando sindaco uscente Salvatore Sutera proprio nell’anno più importante per la città del Belice.

 

Lo scrutinio delle amministrative del 25 maggio ridisegna così il quadro politico di due comuni simbolici della provincia di Trapani, entrambi chiamati ad affrontare una fase delicata e molto esposta mediaticamente.

 

A Campobello di Mazara la vittoria di Daniele Mangiaracina è apparsa chiara già dalle prime sezioni scrutinate. Con il passare delle ore il vantaggio su Piero Di Stefano si è allargato sempre di più, fino a trasformarsi in una vittoria netta.

 

 

 

Davanti al comitato elettorale di via Garibaldi, già nel pomeriggio, è partita la festa dei sostenitori della lista “Rinascita Campobellese”. Una scena quasi simbolica: da una parte applausi e abbracci, dall’altra il silenzio del comitato avversario, distante appena poche decine di metri.

 

Mangiaracina torna così alla guida del Comune dopo vent’anni. Era stato sindaco fino al 2006, poi la sconfitta contro Ciro Caravà e il lungo allontanamento dalla politica attiva. Fino alla decisione di tornare in campo negli ultimi mesi.

 

Il voto ha invece bocciato Piero Di Stefano, presidente uscente del Consiglio comunale e considerato da molti l’uomo della continuità rispetto all’amministrazione guidata da Giuseppe Castiglione.

 

Ma a Campobello il voto aveva inevitabilmente anche un valore simbolico più profondo. La città prova infatti a voltare pagina dopo gli anni segnati dall’ombra di Matteo Messina Denaro, che proprio qui aveva vissuto parte della sua latitanza fino all’arresto del gennaio 2023.

 

Negli ultimi anni Campobello si è ritrovata spesso raccontata come “il paese del boss”, schiacciata da una narrazione nazionale pesante e spesso dolorosa per molti cittadini. Anche per questo il risultato elettorale viene letto come l’inizio di una nuova fase amministrativa e politica.

 

Poco dopo la vittoria, Daniele Mangiaracina ha affidato ai social il suo primo messaggio da sindaco eletto: “Questa non è la vittoria di una persona sola, ma di un’intera comunità che ha scelto di credere nel cambiamento, nell’impegno e nell’amore per il nostro paese”.

E ancora: “Inizia un nuovo percorso per Campobello, e lo faremo insieme, passo dopo passo”.

 

A Gibellina, invece, il voto ha premiato la continuità. Salvatore Sutera è stato riconfermato sindaco al termine di uno scrutinio che ha progressivamente consolidato il suo vantaggio sugli sfidanti Giuseppe Fazzino, Daniela Pirrello e 

Gianluca Navarra.

 

Una vittoria importante perché arriva nell’anno più delicato e visibile della storia recente della città: quello di Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026.

 

Il riconoscimento ha riportato Gibellina al centro del dibattito culturale nazionale, tra mostre, installazioni, eventi e investimenti pubblici. Ma insieme all’entusiasmo sono arrivate anche numerose polemiche politiche e amministrative.

 

Negli ultimi mesi si è discusso molto delle modalità di assegnazione degli incarichi, delle spese sostenute per comunicazione ed eventi e, più in generale, della gestione delle risorse pubbliche legate al programma culturale del 2026.

 

La riconferma di Sutera appare quindi anche come una scelta di continuità da parte dell’elettorato nella gestione di questa fase straordinaria per la città del Belice.

 

 

Due risultati diversi, dunque. A Campobello la scelta del cambiamento e del ritorno di un protagonista del passato politico cittadino. A Gibellina la conferma dell’amministrazione uscente nel pieno di un anno storico e controverso. 

Due elezioni che raccontano molto del momento che stanno vivendo i comuni della provincia di Trapani.