Da slogan elettorale ricorrente a tema politico che torna a bussare alle porte della campagna per le amministrative ericine del 2027.
Il progetto di fusione tra Trapani ed Erice riemerge ancora una volta nel dibattito pubblico locale, rilanciato dal Comitato “Trapani Erice una città”, che insieme ad altre realtà civiche del territorio sta organizzando una conferenza pubblica per riaprire il confronto sull’unificazione dei due Comuni.
Una questione che ciclicamente attraversa la politica trapanese da oltre trent’anni, ma che negli ultimi anni ha assunto un peso ancora maggiore dopo la nascita del Comune di Misiliscemi e la ridefinizione degli equilibri territoriali dell’area urbana. Già nel 2021 era nato il comitato favorevole alla fusione, con l’obiettivo di arrivare a un referendum popolare tra i cittadini dei due enti.
Nel tempo si sono susseguite raccolte firme, mozioni consiliari e iniziative pubbliche. Nell’aprile del 2021 fu presentata a Palazzo Cavarretta una mozione per avviare il percorso referendario sulla fusione tra Trapani ed Erice. Ma il tentativo si arenò poco dopo: nel marzo del 2022 il Consiglio comunale di Trapani bocciò la proposta di referendum, certificando la forte spaccatura politica sul tema.
Da allora il dibattito non si è mai realmente spento.
Negli ultimi mesi il Comitato è tornato a muoversi anche sul piano regionale, lavorando — insieme ad altre realtà siciliane favorevoli ai processi di fusione — a una proposta di modifica della normativa regionale che disciplina i referendum consultivi per l’unificazione dei Comuni. Secondo i promotori, l’attuale legge rende il percorso eccessivamente rigido, prevedendo un quorum molto elevato per la validità della consultazione.
È dentro questo quadro che si inserisce la nuova iniziativa pubblica annunciata in queste ore dal Comitato “Trapani Erice una città”.
“Il futuro dell’area urbana trapanese non può continuare a essere un semplice slogan da campagna elettorale, sbandierato a seconda della convenienza del momento”, afferma il Comitato, che definisce l’unione dei due Comuni “una necessità impellente e strategica” per garantire prospettive di sviluppo ai giovani e alle famiglie del territorio.
A spiegare il senso politico dell’iniziativa è il presidente del Comitato stesso, Orazio Mistretta: “Il dibattito su questo tema, cruciale per lo sviluppo presente e futuro del nostro territorio, non può e non deve passare in sordina. Oggi più che mai, a circa dodici mesi dalle elezioni che chiameranno i cittadini a scegliere il nuovo sindaco e il Consiglio comunale di Erice e delle sue frazioni, è fondamentale e urgente definire una visione politica comune e di ampio respiro”.
La conferenza dovrebbe servire anche a misurare le posizioni delle forze politiche locali su una questione che storicamente divide il territorio. Il tema della “Grande Città”, infatti, riaffiora da decenni nel confronto pubblico, soprattutto in relazione ai servizi condivisi, alla pianificazione urbanistica, alla mobilità e alla gestione amministrativa di un’area che, nei fatti, appare già fortemente integrata.
Ma finora ogni tentativo di affrontare concretamente il percorso di fusione si è scontrato con resistenze politiche, identitarie e amministrative. Adesso il Comitato prova a riaprire il dossier, chiedendo alla politica locale di uscire dall’ambiguità.
E questa volta, con l’avvicinarsi della campagna elettorale ericina, difficilmente la politica locale potrà continuare a evitare una presa di posizione netta.