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27/05/2026 17:35:00

Denise Pipitone: “C’è una traccia di sangue mai analizzata”. Nuove ombre sul caso

A quasi ventidue anni dalla scomparsa di Denise Pipitone, emergono nuovi interrogativi su uno dei casi più dolorosi e controversi della cronaca italiana. A riaccendere i riflettori è stata Maria Angioni, intervenuta durante il programma “Scomparsi”, in onda sul canale Fatti di Nera.

L’ex magistrato, che si occupò delle prime fasi dell’inchiesta, ha parlato apertamente di elementi investigativi rimasti senza approfondimenti. Tra questi, una traccia di sangue rinvenuta in un luogo ritenuto importante per le indagini e che, secondo Angioni, non sarebbe mai stata realmente sviluppata.

“Un foglio, una lettera anonima, un verbale magari di accesso agli atti, in cui per esempio emerga del sangue in un luogo importante e che non è stato sviluppato, non risultano gli atti di sviluppo, su quello bisogna lavorarci”, ha dichiarato. Poi l’affondo: “Non si può ignorare perché non serve per la tua tesi. Non tenere conto di tante cose è un lavoro mal fatto, sciatto”.

Parole pesanti, che riportano al centro il tema delle presunte lacune investigative emerse negli anni attorno al caso della bambina scomparsa da Mazara del Vallo il primo settembre 2004.

 

La pista di Milano e il segreto investigativo

 

Secondo quanto emerso nel corso della trasmissione, la traccia ematica sarebbe collegata a un nuovo testimone individuato a Milano, elemento che avrebbe contribuito a riaprire la cosiddetta “pista originaria”. Tuttavia, molti dettagli restano coperti dal segreto investigativo.

Resta soprattutto una domanda: a chi apparteneva quel sangue? E perché non sarebbe mai stato effettuato un esame del DNA? Domande che, almeno per ora, non hanno ancora una risposta ufficiale.

Alla domanda se qualcuno abbia ostacolato le ricerche di Denise in questi anni, Angioni ha risposto senza esitazioni: “Sì, secondo me sì, in questo momento noi crediamo in un aiuto delle istituzioni”.

 

L’appello del padre Toni Pipitone

 

In studio era presente anche Toni Pipitone, che ha parlato di possibili sviluppi importanti nelle attività portate avanti dal team legale della famiglia.

“Facciamo lavorare gli avvocati e tutti quelli che stanno collaborando per adesso per arrivare a questa grandissima novità. Entro fine dell’anno penso che qualcosa si saprà di buono. Almeno una prima verità, visto che in tutti questi anni non c’è stato nulla”, ha detto.

Poi, il consueto appello rivolto a chi potrebbe sapere qualcosa sulla sorte della figlia: “Mi rivolgo a queste persone che hanno fatto questo atto orribile... che diano la possibilità di ritrovare una pista, qualcosa che mi riporti a mia figlia, sapere come sta, dove sta, magari poterla abbracciare. Ci sono tanti modi”.