Giulia Adamo, che della città di Marsala è stata già sindaco nel 2012, è stata ripescata dopo una serie infinita di riunioni che hanno visto un centrodestra completamento allo sbando. Le lotte interne, fratricide, hanno consumato il consenso. Non si sono accorti che tutto era legato al tessuto del territorio, che non ha stavolta voluto alcuna ingerenza di "papi stranieri".
Li ha messi alla porta. Ognuno di loro, non giocava solo una partita legata al sindaco di Marsala ma guardava alla finestra del 2027. Vista regionali.
E il giocattolo si è rotto. E’ tutto da ricostruire, specie per chi il consenso lo deve mettere in fila. Qui non si tratta di Mimmo Turano, che dove arriva porta con sé i suoi 8mila voti. No, si tratta di chi, invece, quel consenso ogni volta lo deve riconfermare, provandoci. E stavolta è difficilissimo. Intanto perché la prova è stata schiacciante e perché i numeri non si costruiscono dall’oggi al domani.
La città ha detto no a esponenti che spesso arrivano a Marsala, raccontano la loro idea di una città che non è la loro, vogliono mettere una bandiera con un eletto, che poi gli porta i voti alle regionali. E’ solo una questione di opportunismi.
Adesso sarà difficile, intanto, portare il conto ai vertici regionali e nazionali. I partiti, se ancora tendono ad essere seri, dovrebbero fare un restart e ripartire, possibilmente con facce nuove e non logorate dalla credibilità.
Ad un certo punto è impossibile rifarsi una verginità.
Il centrodestra delle chiacchiere che non stoppa Tranchida
Sono anni che fanno la guerra al sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, senza mai nemmeno sfiorarlo. Una guerra che non produce alcuno scossone, al contrario mette un tassello a Marsala, con una sua ex assessora.
E’ stato un esperimento da campo largo, come lo chiama Dario Safina(PD): da area vasta. Replicabile per le regionali, dice. Operazione complessa e quasi non certamente fattibile.
Non c’è incisività a parte quella delle chiacchiere. Ed è un centrodestra che perde pure a Campobello di Mazara.
La sinistra non sinistra
Andreana Patti, la neo eletta sindaca, non è una donna di centrosinistra. Ha messo su due liste civiche di grande consenso: Si muove la Città e ComPatti, il centro sinistra arriva dopo e sposa l’idea e il progetto. Nelle varie liste con Patti ci sono molti consiglieri comunali che erano nel 2020 con Massimo Grillo, è una quasi trasformazione. E’ una lunga carrellata di nomi che ha scelto un percorso nettamente diverso.
Analizzando i dati a sinistra a parte la lista del Partito Democratico tutte le altre non reggono all’urto del 5%. Non ci arriva allo sbarramento né AVS ma soprattutto i Cinque Stelle e il PSI. I pentastellati e i socialisti hanno avuto più classe dirigente in città che voti in lista. Una debacle annunciata e poi consumata.