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30/05/2026 06:00:00

Voto a Marsala, l’affondo di Quinci: “Crisi di leadership nel centrodestra”

Salvatore Quinci commenta le elezioni amministrative, che consegnano un dato politico che va oltre il risultato finale: i cittadini hanno chiesto un cambiamento netto, forte, inequivocabile.


Nella sua analisi, che è un affondo, parla non solo da presidente del Libero Consorzio della Provincia di Trapani, ma anche da uomo politico, spogliandosi per un momento del ruolo istituzionale.

Chiede al centrodestra di avere il coraggio di una riflessione vera. Perché non basta rivendicare appartenenze, simboli o coalizioni se poi non si riesce più a interpretare il sentimento reale dei territori.

Del resto, Marsala ha parlato chiaramente. Ha premiato una proposta percepita come nuova, vicina, concreta. E ha punito divisioni, personalismi, ritardi, distanze dai problemi quotidiani. Sarebbe un errore gravissimo liquidare tutto come un incidente elettorale. Le sconfitte, soprattutto quelle pesanti, servono a capire dove si è interrotto il rapporto con la comunità.

 

La politica deve tornare nelle strade, tra i commercianti, tra le famiglie, tra i giovani che chiedono opportunità e tra chi ogni giorno vive difficoltà enormi. Se la politica perde il contatto umano con le persone, perde inevitabilmente anche il consenso.

 

Le parole di Quinci: “Equilibri politici trapanesi in evoluzione”

Per il presidente del Libero Consorzio c’è in atto un cambiamento: “Che accompagna anche le dinamiche regionali, al netto dei ballottaggi. La logica di coalizione stenta a seguire le scelte degli elettori. Si pone dunque un problema di offerta politica. Sarebbe riduttivo, e forse anche fuorviante, limitare l’esame delle elezioni al borsino sulle condizioni degli schieramenti di centrodestra e di centrosinistra o progressisti.

Certo, la coalizione di centrodestra, in maniera particolare dalle nostre parti, ha un surplus di riflessione da mettere in campo per comprendere errori tattici e strategici: errori manifesti e datati e nuovi errori espressi dai numeri usciti dalle urne. C’è un’evidente crisi di leadership che non può essere superata con gli accomodamenti definiti nelle segreterie di partito.

Si presenta sempre più necessario un approccio critico, fortemente legato all’assunzione di responsabilità per l’esito negativo del voto. Se si perde, c’è qualcuno che ha sbagliato e nel centrodestra trapanese l’errore è stato assunto come formula politica. Le tornate elettorali perdenti sono una testimonianza incontrovertibile”.

 

Quinci: “Non gioisca il centrosinistra”

Nella sua disamina politica, Quinci parla di un’enfatizzazione dei risultati della coalizione di centrosinistra, che dovrebbe essere moderata da una verifica dettagliata della nuova geografia politica che nasce dalle Comunali: “Anche in questo versante politico emergono contraddizioni che non possono essere superate dalla pur legittima propaganda. Il test elettorale dà un segnale importante. Sottolinea che le appartenenze politiche perdono il confronto con il voto utile”.

Non voto di partito, ma scelta basata sulla credibilità dei progetti amministrativi: “Chi lancia accuse di trasversalismo e di opportunismo, che possono anche albergare in qualche protagonista elettorale, perde di vista la spinta che arriva dai territori, che invece trae la sua legittimazione dal fatto di essere altro dagli schieramenti tradizionali, soprattutto partitici.

 

La politica è chiamata a prenderne atto. Le alleanze si costruiscono sui programmi e i programmi fanno la differenza. Il valore aggiunto per vincere rimanda poi alla credibilità di chi deve fare sintesi ed esserne il punto di riferimento, alimentando l’immaginario collettivo di una comunità”.

Stop dunque alla strumentalizzazione del civismo da parte dei partiti: per Quinci ha una sua identità politica, un proprio percorso autonomo, tuttavia non alternativo al sistema dei partiti. Sicuramente, dice, più diretto e vitale:

“Il voto trapanese e siciliano finisce così per consolidare l’intuizione politica che sta alla base del progetto che si è affermato al Libero Consorzio Comunale di Trapani. Di nostro – Presidenza e Consiglio – abbiamo aggiunto, nell’attività amministrativa, la capacità di condividere le scelte strategiche con atti concreti, che hanno consentito di liberare idee e risorse per i nostri territori.

 

Sentiti, e di cuore, i miei migliori auguri di buon lavoro ai nuovi sindaci e ai rappresentanti dei nuovi consigli comunali”.