Nel 2010 era solo un bambino quando il padre, Giovanni Riccobono, uccise a coltellate la madre, Carmela Scimeca, nella loro casa di Partanna. Un femminicidio avvenuto dopo una lite e poi una fuga conclusa in un viadotto lungo la statale Castelvetrano-Sciacca dove l'uomo si lanciò nel vuoto.
Claudio, che all’epoca aveva 14 anni, venne affidato alle amorevoli cure dei nonni, Anna e Vito, e della zia Giuseppa. Oggi, a 30 anni, ha deciso di chiudere definitivamente con quel pezzo di passato: ha ottenuto di togliere dalla propria vita il cognome del padre.
Ha scritto al Comune di Salemi, dove è nato, e a quello di Montevago, dove vive, chiedendo di avviare l’iter per cambiare cognome. La procedura si è conclusa e da ora in poi Claudio si chiamerà Scimeca, come la madre, e non più Riccobono.
Una scelta legata al ricordo della madre e al desiderio di portare solo il suo cognome.
Nel ricordo di Carmela Scimeca resta una ferita familiare e collettiva mai davvero rimarginata. Per Claudio, il cambio di cognome è anche un modo per continuare a tenerne viva la memoria.