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01/06/2026 16:30:00

Marsala, il raid all'alba contro i lavoratori stranieri. Aggrediti mentre vanno al lavoro 

 Non è stato un episodio isolato. E non è stata una rissa. A Marsala, nella mattinata di sabato, almeno quattro persone originarie del Bangladesh sono state aggredite mentre stavano andando a lavorare nei campi.

 

Aggressioni mirate e immotivate, avvenute all’alba, in momenti e luoghi diversi del versante sud della città. Un fatto grave, che preoccupa la laboriosa comunità straniera che ogni mattina, quando Marsala dorme ancora, si mette in strada per raggiungere aziende agricole, serre e campagne.

 

Il caso emerso per primo è quello del giovane aggredito lungo la strada provinciale 53, in direzione Ciavolo, nella zona di contrada Santo Padre delle Perriere. Erano circa le 5.45. Il ragazzo stava andando al lavoro in bicicletta quando, secondo la denuncia presentata ai Carabinieri, è stato avvicinato da quattro giovani a bordo di due scooter bianchi.

 

Gli aggressori gli hanno tagliato la strada, lo hanno bloccato e colpito al volto con bastoni di legno. Poi sono fuggiti verso Petrosino. Il ragazzo, sanguinante, è riuscito a raggiungere l’azienda agricola dove lavora ed è stato soccorso.

Al pronto soccorso dell’ospedale “Paolo Borsellino” di Marsala gli sono state riscontrate una ferita alla bocca, una frattura a livello del processo alveolare del mascellare e una lesione al setto nasale. La prognosi è di sette giorni.

Ma non è stato l’unico caso. Nella stessa mattinata altri migranti sono stati aggrediti mentre andavano al lavoro. Lo conferma Albert Kabongo, che in queste ore sta fornendo supporto e orientamento alle vittime, anche per l’accesso alle cure sanitarie e per la presentazione delle denunce.

 

 

 

“Non è stato un solo ragazzo a essere aggredito mentre si recava al lavoro”, scrive Kabongo. “Nella mattinata di sabato, diversi migranti sono stati aggrediti mentre si recavano al lavoro, in momenti e luoghi diversi della città, sempre nel versante sud. Nella stessa giornata abbiamo fornito supporto e orientamento per l’accesso alle cure sanitarie urgenti ad alcuni di loro”.

La comunità straniera è spaventata. C’è chi adesso ha paura a uscire all’alba, chi teme di essere seguito, chi si sente bersaglio soltanto perché straniero e perché percorre quelle strade per andare a lavorare.

È questo il punto più delicato: non si tratta di persone coinvolte in disordini o liti. Sono lavoratori che si muovono in bicicletta, spesso prima delle sei del mattino, per raggiungere i campi.

Un dettaglio non secondario. Nei mesi scorsi la Polizia Municipale aveva effettuato controlli molto rigidi proprio in quelle zone e proprio all’alba, procedendo a una vera e propria “piazza pulita” degli scooter utilizzati da molti migranti per andare al lavoro. Mezzi spesso senza targa e senza assicurazione, quindi irregolari, certo. Ma il risultato è che molti lavoratori oggi si spostano in bicicletta lungo strade periferiche e poco illuminate, diventando ancora più vulnerabili.

Ora la domanda è inevitabile: perché queste aggressioni? Chi ha colpito quei lavoratori? Si tratta di attacchi razzisti? La paura resta.

 

Kabongo invita a non strumentalizzare, ma chiede risposte concrete. “Servono fatti concreti, perché di fronte alla violenza la solidarietà da sola non basta”, scrive. “La questione sicurezza e immigrazione è complessa. Richiede meno populismo e più politica”.