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02/06/2026 06:00:00

Selinunte. L’ordinanza della beffa, portano via le alghe vecchie, ma il porto rimane intasato

 La notizia che si attendeva si è rivelata, carta canta, un amaro paradosso: i lavori imminenti al porto di Selinunte non libereranno l’imboccatura. Secondo quanto stabilito dall’ordinanza di ieri (la n. 37/2026 della Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo), l’intervento autorizzato riguarda esclusivamente il “trasporto a discarica della posidonia abbancata”, ovvero la rimozione dei vecchi cumuli di alghe già estratti e abbandonati sulla banchina durante un precedente intervento del 2025 mai portato a termine. Dovrebbero iniziare domani e terminare il 23 luglio.

 

La posidonia che ostruisce i fondali e impedisce alle barche di navigare resterà esattamente dove si trova: è lo stesso documento a vietarne esplicitamente il prelievo, limitando l’azione alla sola pulizia della terraferma.

Ed in questo scenario di stallo tecnico, non può che stridere il protagonismo di quei politici che, in vista delle prossime elezioni regionali del 2027, fanno a gara per intestarsi i meriti. Da un lato, Nicola Catania (Fratelli d’Italia) ha espresso “rabbia e amarezza” per i ritardi, arrivando a chiedere al Dipartimento regionale di diffidare la ditta aggiudicataria per imporre l’inizio dei lavori. Dall’altro, Toni Scilla (Forza Italia) ha risposto anticipando (di 24 ore) l’emanazione dell’ordinanza e annunciando trionfalmente il “via libera ai lavori”. Oltre ad accusare i critici di essere solo degli “specialisti nel gufare”.

 

Peccato che entrambi siano molto lontani dalla realtà amministrativa, dal momento che ignorano - o fingono di ignorare - la natura limitata dell’atto burocratico appena varato. Insomma,  tutti e due avevano partecipato al sopralluogo con l’assessore Aricò, ormai un mese fa, durante il quale era stato promesso un dragaggio completo per far tornare i pescherecci in mare, ma l’ordinanza del primo giugno si occupa solo di smaltire i rifiuti “terrestri”. Nient’altro.

La variante tecnica ed economica necessaria per il vero dragaggio dell’imboccatura risulta infatti ancora in fase di definizione.

Il risultato è un cortocircuito politico: si promette ai pescatori di “liberare il varco”, ma si firma un’ordinanza che pulisce solo la banchina.

 

Ma perché, oltre ad Aricò, ad occupare la scena sulle vicende del porto ci sono anche Scilla e Catania? Qual è il loro ruolo all’interno dell’amministrazione regionale?

Scilla è esperto e consulente del presidente Renato Schifani e Catania è il sub-commissario straordinario della Regione per la valorizzazione energetica e la gestione del ciclo dei rifiuti. Con ogni probabilità, si candideranno per il prossimo consiglio regionale del 2027. Anche perché entrambi provengono da una storia “sfortunata”: Scilla, nelle elezioni regionali del 2022 fu superato da Stefano Pellegrino per una manciata di voti. Mentre Catania, nello stesso anno, pur avendo ottenuto una valanga di preferenze, fu poi dichiarato ineleggibile per non essersi dimesso in tempo dalla carica di amministratore della SRR Trapani Provincia Sud.

Per carità, l’amore per il territorio, certo, ma anche l’interesse per uno scranno all’Ars non è da trascurare.

 

Nel frattempo, il grande progetto da 48 milioni di euro per invertire l’orientamento del porto e risolvere definitivamente l’esposizione allo scirocco resta un obiettivo lontano, lasciando la comunità di Selinunte prigioniera di passerelle elettorali e vecchie alghe.

Ma la “buona” notizia che viene fuori dalla stessa ordinanza è che il cumulo abbancato non è stato considerato un rifiuto indifferenziato. Sarebbe infatti “biodegradabile”. A condizione però che la posidonia venga separata da tutti gli altri rifiuti di natura entropica (bottiglie, carta, flaconi, corde…). Difficile dire quanti operai ci vorranno e quanto tempo ci metteranno. Ma questi sono dettagli. Evitiamo di “gufare”.

 

Egidio Morici



Mare e pesca | 2026-05-31 09:09:00
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