La Regione Siciliana ha inserito l'intervento per la ricostruzione del ponte sul torrente Verderame nell'elenco delle opere finanziate per l'intero importo richiesto. Una notizia accolta con favore dalla deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Cristina Ciminnisi, che però invita a non dimenticare le lunghe attese accumulate negli ultimi anni.
«La notizia è positiva», afferma Ciminnisi, «ma non può essere celebrata senza tener conto di quattro anni di ritardi, modifiche progettuali, separazioni di interventi e lentezze amministrative che hanno più volte rischiato di far saltare del tutto il finanziamento».
«Quattro anni di disagi per cittadini e imprese»
Secondo la parlamentare regionale, il reperimento delle risorse mancanti rappresenta un passaggio fondamentale, ma non cancella le difficoltà affrontate dal territorio.
«S’è trovata la somma integrativa che mancava», sottolinea, «ma ogni ritardo accumulato nella progettazione ha comportato un aumento dei costi. Da quattro anni cittadini di Paceco e Misiliscemi, lavoratori e imprese sono costretti a percorsi alternativi, con una viabilità sotto pressione e ulteriormente aggravata dai recenti lavori sulla Statale 115».
Un'opera strategica per sicurezza e viabilità
Ciminnisi ricorda di aver seguito il dossier fin dall'inizio della legislatura, dopo gli eventi alluvionali che colpirono Salinagrande. L'intervento, dal valore complessivo di circa 5 milioni e 380 mila euro, viene considerato strategico sia per la messa in sicurezza del territorio sia per il ripristino del collegamento viario.
«Si tratta di un’opera prioritaria», evidenzia la deputata, «perché serve a proteggere persone, abitazioni e attività economiche dal rischio di nuove esondazioni del torrente e, al tempo stesso, a ripristinare il ponte».
«Soddisfazione per il risultato, ma gestione troppo lenta»
Nel corso degli anni, spiega Ciminnisi, è stato necessario individuare nuove coperture finanziarie dopo l'aumento dei costi dell'opera. La recente delibera della Giunta regionale ha consentito di riprogrammare le risorse utilizzando fondi disponibili nell'Accordo per la Coesione.
«Accogliamo con soddisfazione questo passaggio», dichiara, «ma è anche la dimostrazione di una gestione amministrativa farraginosa e troppo lenta, che ha rallentato un intervento essenziale per il territorio».
«Adesso non ci sono più alibi»
Dopo il via libera della Giunta regionale, i dipartimenti competenti dovranno aggiornare i cronoprogrammi procedurali e finanziari necessari per la revisione formale dell'Accordo per la Coesione.
«Non ci sono più alibi», conclude Ciminnisi. «Il finanziamento c’è, ma bisogna correre. I lavori sul ponte devono partire immediatamente e concludersi senza ulteriori rinvii. Un territorio che ha già pagato un prezzo troppo alto non può permettersi altri anni di attesa».