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03/06/2026 06:00:00

Regionali 2027, il centrodestra trapanese prova a ripartire: spunta il nome di Ombra

Archiviata la stagione delle elezioni amministrative, la politica trapanese guarda già al prossimo grande appuntamento: le elezioni regionali del 2027.

 

E se il voto appena concluso ha lasciato vincitori e sconfitti, ha soprattutto aperto una fase di riflessione profonda all’interno del centrodestra, chiamato a fare i conti con risultati che non sono passati inosservati ai vertici regionali.

Le sconfitte pesano. E in politica, soprattutto nei partiti di governo, difficilmente rimangono senza conseguenze. A Palermo il messaggio è arrivato forte e chiaro: occorre cambiare metodo, correggere strategie, individuare nuove classi dirigenti. Tradotto: qualcuno rischia di pagare il conto politico di una stagione elettorale che non ha prodotto i risultati sperati.

 

Gli equilibri in provincia di Trapani sono in piena mutazione. I personalismi che per anni hanno rappresentato il principale motore delle competizioni elettorali oggi mostrano tutti i loro limiti. Da più parti si invoca la necessità di figure capaci di aggregare e non dividere, di costruire consenso.

 

Servono leader che sappiano fare sintesi, che abbiano una visione e che possano rappresentare un punto di riferimento per un elettorato sempre più mobile e meno disposto a seguire logiche di appartenenza.

Il tema è stato posto con chiarezza anche dal presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno: non basta riflettere, bisogna agire. Perché il tempo corre veloce e le Regionali del 2027 sono molto più vicine di quanto sembri. Il centrodestra siciliano governa la Regione e non può permettersi di arrivare impreparato a un appuntamento che rischia di trasformarsi in un esame sulla qualità della sua classe dirigente.

 

Salvatore Ombra, la sua presenza necessaria

La provincia di Trapani, in questo scenario, potrebbe diventare uno dei laboratori politici più interessanti dell’Isola.

Il nome da cui partire potrebbe essere proprio quello di Salvatore Ombra. Il presidente di Airgest è considerato uno degli artefici del rilancio dell’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani-Birgi, una delle infrastrutture strategiche più importanti della Sicilia occidentale.

Manager e imprenditore stimato, Ombra rappresenterebbe un profilo diverso rispetto ai tradizionali percorsi della politica: un uomo dei risultati, abituato a confrontarsi con numeri, investimenti e sviluppo del territorio.

Il suo nome viene accostato a Forza Italia, partito di governo che in provincia di Trapani è alla ricerca di nuove figure capaci di rafforzarne la rappresentanza. Non è un mistero, inoltre, il rapporto di vicinanza politica e personale con il presidente della Regione Renato Schifani.

 

Se alla Regione non soffrono di miopia, dovrebbero rilanciare il partito con una figura di grande respiro professionale, che non vive di politica ma che, con un impegno diretto alle regionali, potrebbe creare punti di riferimento e collegamenti per il territorio.

 

Naturalmente è ancora presto per parlare di candidature ufficiali. Ma la sola circolazione di alcuni nomi racconta già molto del momento che sta vivendo il centrodestra trapanese.

È finita la stagione dei leader solitari: adesso è tempo di figure capaci di tenere insieme mondi diversi, costruire alleanze e parlare a un elettorato più ampio. Non si costruisce un partito attorno a una sola persona, ma si costruisce una comunità umana e politica. Questo, ad oggi, dalle parti di Forza Italia provinciale devono ancora impararlo.

 

Perché una cosa appare chiara: le regionali del 2027 non si vinceranno con le rendite di posizione, né con i personalismi. Si vinceranno con la capacità di interpretare il cambiamento. E se il centrodestra non saprà rinnovarsi e rilanciarsi, la sconfitta che oggi appare soltanto una possibilità potrebbe diventare una concreta realtà.