Il futuro dei Liberi Consorzi Comunali siciliani torna al centro del confronto nazionale dell’UPI. A intervenire è Salvatore Quinci, presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani e coordinatore dei presidenti dei Liberi Consorzi dell’Isola, dopo la riunione del comitato direttivo nazionale.
Quinci parla apertamente di “caso Sicilia” e chiede alla Regione una scelta politica chiara.
“La politica è scelta ed è responsabilità. La Regione Siciliana deve scegliere ed assumersi le sue responsabilità”, afferma Quinci. “In discussione, meglio ancora, in gioco c’è il futuro dei Liberi Consorzi Comunali dell’Isola”.
Secondo il presidente del Libero Consorzio di Trapani, gli enti di area vasta siciliani continuano a vivere una condizione di forte difficoltà, con strumenti di governo e gestione insufficienti rispetto alle funzioni che sono chiamati a svolgere.
“I Liberi Consorzi sono una risorsa ma per esserlo, nella sostanza, devono avere i necessari strumenti di governo e di gestione che invece continuano ad essere elusi o lasciati sulla carta”, sostiene Quinci.
Il nodo è anche temporale. L’Assemblea regionale è nella parte finale della legislatura e, osserva Quinci, un nuovo Parlamento e una nuova Giunta potranno essere pienamente operativi solo nel 2028. Troppo tardi, secondo il coordinatore dei Liberi Consorzi siciliani.
“I Liberi Consorzi non possono attendere così a lungo”, avverte. “Ci sono Enti, come quello di Siracusa, che rischiano di fermarsi. Anche gli altri non stanno certo bene”.
Quinci riconosce che dalla Regione sono arrivate alcune risposte, ma le considera ancora parziali. Al fondo per la manutenzione delle strade, definito “corposo e significativo”, andrebbe affiancata una strategia più ampia, anche per il settore scolastico.
“La risposta della Regione è stata finora parziale e va dunque consolidata”, dichiara. “Al fondo per la manutenzione delle strade va affiancata una strategia più ampia e di prospettiva che siamo pronti a definire con spirito unitario, come per la manutenzione delle scuole”.
Il presidente del Libero Consorzio annuncia una linea di confronto più netta, insieme all’UPI.
“Siamo nell’UPI, e con l’UPI, per aprire una vera e propria vertenza condivisa. Non ci faremo irretire dalla logica del rinvio e non faremo passare il tempo”, afferma Quinci.
Il passaggio più duro riguarda il rischio che i Liberi Consorzi vengano lasciati deperire fino a giustificarne l’irrilevanza.
“Non intendiamo essere considerati come i curatori fallimentari di un’istituzione che, al contrario, deve avere un ruolo di primo piano nelle dinamiche amministrative e di coordinamento”, dice Quinci.
E aggiunge: “Se l’obiettivo è quello di sabotare i Liberi Consorzi per decretarne strumentalmente il loro fallimento giustificandone così l’irrilevanza o addirittura l’inutilità, è bene sottolineare che è un obiettivo sbagliato, già scoperto, che verrà denunciato in ogni sede e nel confronto con i cittadini”.
Quinci sottolinea infine il sostegno dell’UPI e del nuovo presidente nazionale Enzo Lattuca.
“La solidarietà dell’UPI e l’attenzione del nuovo Presidente Enzo Lattuca sono una garanzia di assoluta qualità istituzionale che sfrutteremo al meglio per ridare dignità e funzionalità agli Enti di Area Vasta”, conclude.
Per il presidente del Libero Consorzio di Trapani, quella sui Liberi Consorzi è “una battaglia di democrazia”, perché riguarda la possibilità degli enti di essere realmente al servizio dei territori.