La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trapani ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito di una complessa inchiesta sulla gestione dei servizi all’interno del cimitero comunale cittadino. Il provvedimento, firmato dal sostituto procuratore Andrea Tarondo, è stato formalizzato il 29 maggio 2026 e rappresenta il passaggio procedurale che precede la possibile richiesta di rinvio a giudizio.
L’indagine coinvolge complessivamente 17 indagati e contesta 29 capi d’imputazione provvisori, configurando un impianto accusatorio articolato su più livelli di presunta irregolarità amministrativa e penale.
Il ruolo del principale indagato e la fase processuale
Tra gli indagati figura Mario Pizzurro, il necroforo del cimitero, assistito dall’avvocato Fabio Sammartano. Secondo la difesa, Pizzurro si trova attualmente in totale libertà e non è sottoposto ad alcuna misura cautelare. Un elemento centrale della ricostruzione difensiva riguarda la decisione del Tribunale del Riesame di Palermo, che il 2 maggio 2025 aveva annullato la custodia cautelare inizialmente disposta, escludendo – secondo la difesa – la sussistenza di esigenze cautelari legate al rischio di inquinamento probatorio.
I 29 capi d’imputazione: quattro filoni investigativi
Dall’analisi degli atti emergono quattro principali direttrici accusatorie, che delineano il perimetro dell’inchiesta.
Presunte “corsie preferenziali” nei servizi cimiteriali
Il primo filone riguarda presunti accordi per velocizzare le sepolture e superare le liste d’attesa, in cambio di somme di denaro da parte di alcune imprese di onoranze funebri.
Tra le ipotesi investigative figura anche una contestazione di tentata concussione, rimasta allo stadio di tentativo, relativa a presunte pressioni su una ditta appaltatrice.
Lavori edili “in nero” nelle cappelle private
Il secondo ambito riguarda presunte attività edilizie abusive su cappelle gentilizie, sarcofagi e lapidi realizzate all’interno del cimitero.
Secondo l’ipotesi accusatoria, tali interventi sarebbero stati eseguiti in collaborazione con personale interno e con ripartizione informale dei proventi.
Irregolarità su concessioni e gestione delle salme
Il terzo filone riguarda presunte anomalie nella gestione delle sepolture: concessioni cimiteriali ottenute in modo irregolare; dichiarazioni di inestumabilità delle salme per bloccarne l’esumazione; elusione delle procedure di cremazione obbligatoria; assegnazioni non conformi dei loculi.
Si tratta del capitolo più delicato dell’inchiesta per impatto amministrativo e sensibilità pubblica.
Falsi, furti e reati “satellite”
Il quarto gruppo di contestazioni comprende reati accessori: presunti falsi ideologici attribuiti a un medico legale dell’A.S.P. Trapani, ipotesi di furti di corone floreali all’interno del cimitero, utilizzo non autorizzato di chiavi della struttura. Secondo l’impianto accusatorio, alcuni verbali di ispezione sui defunti sarebbero stati firmati senza effettiva esecuzione delle verifiche.
L’indagine ipotizza una rete di rapporti tra operatori del settore funerario, privati cittadini e soggetti interni alla gestione del cimitero.
Operatività interna e lavori abusivi
Tra gli indagati figura Emanuele Renato Grimaudo, indicato come esecutore materiale di lavori edilizi non autorizzati su cappelle e sepolcri.
Onoranze funebri e presunte corsie preferenziali
Tra gli imprenditori del settore risultano: Giuseppe Colletta, Giampiero Colletta, Vito Polisano.
Secondo l’ipotesi accusatoria, alcuni operatori avrebbero ottenuto trattamenti preferenziali nei tempi di sepoltura attraverso accordi economici informali.
Il caso del medico legale
Al centro di una delle contestazioni figura Paolo Meduri, accusato di aver attestato verifiche su salme senza averle effettivamente svolte, secondo la ricostruzione degli inquirenti.
Il capitolo fiori e furti notturni
Tra gli indagati anche: Massimo Di Giovanni, Fabrizio Di Giovanni. A loro viene contestata la presunta sottrazione di composizioni floreali all’interno del cimitero, secondo uno schema che prevedeva accessi notturni e utilizzo non autorizzato delle chiavi.
I privati cittadini coinvolti
Una parte dell’inchiesta riguarda anche privati cittadini che, secondo l’accusa, avrebbero richiesto interventi o agevolazioni nella gestione di sepolture e lavori cimiteriali.
Tra questi: Caterina Perniciaro, Vincenzo Giuseppe Di Marco, Gaetano Fazio, Michele Morfino, Maurilio Savona, Santino Scarcella, Angelina Modica, Patrizio Paolo Panfalone, Giuseppe La Russa.
Il contesto giudiziario: dal Riesame al possibile processo
Un passaggio rilevante dell’inchiesta riguarda la decisione del Tribunale del Riesame di Palermo, che aveva già annullato la misura cautelare nei confronti del principale indagato.
La fase attuale, con la chiusura delle indagini preliminari, apre ora lo scenario verso la possibile richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura, con successivo eventuale processo davanti al Tribunale di Trapani.
Conclusioni: un’inchiesta complessa su gestione e controlli
L’indagine sulla gestione del cimitero comunale di Trapani rappresenta un fascicolo articolato che intreccia presunte irregolarità amministrative, abusi edilizi, gestione delle concessioni e rapporti tra pubblico e privato.
La fase giudiziaria successiva sarà decisiva per verificare la tenuta dell’impianto accusatorio e le eventuali responsabilità individuali all’interno del sistema descritto dalla Procura.