Sicilia. Dal Cefpas allo Zooprofilattico: le due inchieste che scuotono la Regione
Due enti pubblici strategici. Due inchieste giudiziarie distinte. Un filo rosso che ritorna: incarichi, consulenze, rapporti politici, parenti, amici e presunte corsie preferenziali.
In Sicilia, nelle ultime settimane, l'attenzione della magistratura si è concentrata su due organismi fondamentali per il sistema sanitario regionale: il Cefpas di Caltanissetta, il centro di formazione permanente per il personale sanitario, e l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, che si occupa di sanità animale, sicurezza alimentare e ricerca.
Le indagini, coordinate da procure diverse e con ipotesi di reato differenti, fotografano però uno scenario che presenta elementi comuni: la gestione di enti pubblici che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati trasformati in strumenti di distribuzione di incarichi e favori.
Il caso Cefpas: il "cerchio magico" attorno al deputato Gallo
L'inchiesta più esplosiva è quella che ha investito il Cefpas di Caltanissetta.
Al centro dell'indagine ci sono l'ex direttore del Cefpas Roberto Sanfilippo e il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto, per i quali la Procura di Caltanissetta ha chiesto misure cautelari.
Secondo l'accusa, attorno all'ente si sarebbe sviluppato un sistema di relazioni fondato non sul merito ma sulle appartenenze e sulle vicinanze politiche.
Le intercettazioni pubblicate in questi giorni raccontano un quadro che i magistrati definiscono clientelare.
Tra gli episodi contestati emerge una conversazione in cui si parla di una candidata ritenuta priva delle competenze necessarie. La frase riportata dagli atti è diventata uno dei simboli dell'inchiesta: «Ha un curriculum di m... ma prendila».
Per la Procura, il riferimento sarebbe alla possibilità di assegnare incarichi o consulenze prescindendo dalle reali capacità professionali.
Consulenze, promesse di lavoro e favori
L'indagine descrive una lunga catena di presunti favori.
Secondo i magistrati, Sanfilippo avrebbe distribuito consulenze e incarichi a persone segnalate dall'area politica riconducibile a Gallo.
Tra i casi contestati vi sarebbero:
incarichi professionali destinati a persone vicine all'ambiente politico;
promesse di assunzioni;
partecipazioni a corsi e attività formative considerate funzionali alla costruzione di consenso;
procedure concorsuali finite sotto osservazione.
Uno degli episodi più discussi riguarda una consulenza da 10 mila euro che sarebbe stata prospettata a una donna a condizione che svolgesse "servizi di accompagnamento" in favore del deputato regionale.
La vicenda è tutta da accertare nelle sedi giudiziarie, ma il contenuto delle intercettazioni ha provocato un forte impatto politico.
I concorsi sotto inchiesta
Un altro fronte riguarda le procedure di selezione del personale.
Secondo la Procura, alcuni candidati avrebbero ricevuto informazioni privilegiate sulle prove d'esame.
In particolare, gli investigatori contestano episodi nei quali concorrenti avrebbero conosciuto in anticipo argomenti, modalità delle prove o criteri di valutazione.
Un concorso pubblicato appena nove ore prima dell'apertura delle candidature è diventato uno dei simboli delle contestazioni.
Le indagini coinvolgono anche dirigenti regionali e funzionari che, secondo l'accusa, avrebbero favorito o sostenuto alcune scelte gestionali.
Lo scontro politico e amministrativo
Dietro l'inchiesta emerge anche una lunga guerra interna alla sanità siciliana.
Da una parte il gruppo dirigente del Cefpas guidato da Sanfilippo, dall'altra l'assessorato regionale alla Salute e alcuni dirigenti che avevano segnalato anomalie nella gestione dell'ente.
Nei mesi scorsi erano già emerse tensioni su assunzioni, ampliamento delle piante organiche e procedure concorsuali.
L'inchiesta giudiziaria arriva dunque al termine di un conflitto che andava avanti da anni all'interno dell'amministrazione regionale.
Il caso Zooprofilattico: l'inchiesta della Procura europea
Se il Cefpas rappresenta il caso più politico, l'inchiesta sull'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia si concentra soprattutto sull'utilizzo di fondi pubblici.
A indagare è la Procura europea (Eppo).
La Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro di circa 179 mila euro nei confronti dell'ex commissario straordinario Salvatore Seminara e di altri indagati.
Le accuse contestate, a vario titolo, comprendono:
truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche;
indebita percezione di contributi;
falso.
I fondi dell'Organizzazione mondiale della sanità
L'inchiesta nasce dall'utilizzo di finanziamenti provenienti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità Animale.
Secondo gli investigatori, risorse destinate ad attività tecnico-scientifiche sarebbero state utilizzate per coprire consulenze, incarichi esterni e compensi che, in alcuni casi, avrebbero potuto essere svolti dal personale interno dell'istituto.
La Procura europea sostiene che vi sia stata una gestione "privatistica" di risorse pubbliche.
Una delle contestazioni riguarda la sovrapposizione tra incarichi istituzionali e consulenze esterne affidate a professionisti vicini all'ente.
Parenti, politici e consulenti
Anche in questo caso compaiono nomi riconducibili alla politica regionale.
Negli atti viene citata la deputata regionale Marianna Caronia, che ha respinto ogni addebito e dichiarato di essere estranea ai fatti contestati.
L'inchiesta esamina incarichi professionali, borse di studio e collaborazioni assegnate a persone legate, secondo gli investigatori, a esponenti politici o dirigenti pubblici.
Gli inquirenti stanno verificando se tali affidamenti rispondessero a reali esigenze dell'istituto oppure se fossero il risultato di relazioni personali e politiche.
Tra gli elementi al vaglio vi sono anche consulenze attribuite a parenti di esponenti pubblici e collaborazioni considerate non necessarie.
Due inchieste, un problema più grande
Le vicende del Cefpas e dello Zooprofilattico sono diverse sotto il profilo giudiziario.
Nel primo caso il cuore dell'indagine riguarda soprattutto il rapporto tra politica, concorsi e gestione del personale.
Nel secondo caso l'attenzione si concentra sulla gestione di fondi pubblici e sugli incarichi professionali.
Ma entrambe raccontano un problema antico della pubblica amministrazione siciliana: il confine spesso labile tra interesse pubblico e reti di relazioni personali.
Le inchieste sono ancora nelle fasi preliminari e tutti gli indagati sono da considerare innocenti fino a eventuale sentenza definitiva. Tuttavia il materiale raccolto dalle procure restituisce un'immagine che rischia di alimentare ulteriormente la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni.
Perché, al di là delle responsabilità penali che saranno accertate o escluse nei tribunali, la domanda che emerge da entrambe le vicende è sempre la stessa: in Sicilia gli incarichi pubblici vengono assegnati ai migliori o a chi conosce le persone giuste?
Ed è una domanda che, ciclicamente, torna a bussare alla porta della Regione.
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