Porto di selinunte impraticabile e pescatori esasperati. Ciminnisi (M5S), "La Regione spieghi le sue scelte. Noi siamo qui, al loro fianco"
Oggi la deputata regionale Cristina Ciminnisi è stata a Marinella di Selinunte, su iniziativa del network giovani M5S della provincia di Trapani, per incontrare direttamente i pescatori e toccare con mano una situazione che si trascina da anni senza che la Regione Siciliana abbia saputo offrire risposte concrete e durature.
Di seguito, la nota del M5S:
«I pescatori di Marinella – commenta la deputata regionale trapanese – sono stati portati allo sfinimento da anni di attese e promesse non mantenute. La loro esasperazione è comprensibile e legittima, ed è per questo che siamo qui oggi: per ascoltarli e per far sentire la nostra voce istituzionale al loro fianco».
Al centro della polemica che ha animato la protesta della marineria c'è anche la promessa fatta dall'assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò durante il sopralluogo nell’aprile scorso, quando aveva garantito che la posidonia a terra e quella nelle acque del porto sarebbero state rimosse contestualmente. La ditta appaltatrice è intervenuta invece solo sulla riva, lasciando intatto il problema del bacino — che è quello che davvero impedisce la navigazione.
«Non escludiamo che possano esistere ragioni tecniche che abbiano imposto di procedere per fasi — precisa Ciminnisi —. Ma se così fosse, la Regione ha il dovere di spiegarlo ai pescatori con chiarezza. Il silenzio istituzionale di fronte a chi lavora ogni giorno sul mare non è mai accettabile. Quello che preoccupa è che, ancora una volta, l'urgenza reale — il bacino portuale — rischi di restare in fondo alla lista delle priorità».
Non si tratta di un episodio isolato. Dal 2023 la deputata Ciminnisi segue da vicino la vicenda: ha ottenuto l'inserimento di 1,5 milioni di euro in finanziaria per la progettazione esecutiva del porto, ha partecipato a tavoli tecnici, ha incalzato l'assessore Aricò in aula. Nel gennaio 2026 il porto era di nuovo paralizzato. Anni di sollecitazioni, delibere e sopralluoghi, senza che un solo cantiere strutturale sia mai partito.
«I pescatori di Marinella non possono continuare ad essere ostaggio dell'inerzia regionale — conclude Ciminnisi —. Il loro gesto disperato di venerdì scorso deve essere un campanello d'allarme per tutta la politica regionale: quando le istituzioni falliscono, la gente è costretta a arrangiarsi da sola. E questo è il fallimento più grave di tutti. Siamo qui oggi perché il M5S non abbandona il territorio. Chiediamo alla Regione un intervento immediato sul bacino e un cronoprogramma credibile per le opere strutturali: è il momento dei fatti».
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