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08/06/2026 17:21:00

Al via la stagione dei nidi di tartaruga in Sicilia: tra i primi uno a Mazara

Con l’inizio di giugno prende ufficialmente il via la stagione riproduttiva della Caretta caretta lungo le coste italiane, con la Sicilia ancora una volta protagonista assoluta. Dopo il primo nido registrato a Lampedusa, nei giorni successivi sono state segnalate nuove deposizioni nel siracusano e in diverse località dell’isola, segnando un avvio di stagione particolarmente attivo.

 

Nel dettaglio, il 2 giugno sono stati individuati due nidi nel territorio di Siracusa, rispettivamente a Marzamemi e Pachino, grazie all’attività di monitoraggio dei volontari e successivamente verificati e censiti dagli esperti. Un ulteriore nido è stato registrato a Mazara del Vallo, segnalato da un cittadino alla Capitaneria di Porto e messo in sicurezza con il supporto dei referenti locali e nei giorni scorsi uno sulla spiaggia di Tre Fontane. Un quarto nido è stato individuato a Punta Braccetto, nel ragusano. Nell’Oasi WWF di Torre Salsa, nell’Agrigentino, sono state inoltre rilevate tracce di emersione, anche se non si è ancora verificata una deposizione.

 

Le attività di controllo e protezione sono coordinate dalle squadre del WWF Italia, insieme a volontari formati e cittadini, impegnati quotidianamente nella ricerca delle tracce lasciate dalle tartarughe sulle spiagge, nella messa in sicurezza dei nidi e nella collaborazione con Capitanerie di Porto e autorità locali. Particolare attenzione viene dedicata anche alla sensibilizzazione di bagnanti e operatori turistici per ridurre il disturbo antropico durante il periodo riproduttivo.

Le attività rientrano nel progetto europeo LIFE ADAPTS, cofinanziato dall’Unione Europea, che punta a sviluppare strategie di adattamento ai cambiamenti climatici per la tutela di specie e habitat fragili del Mediterraneo, tra cui la foca monaca e le tartarughe marine. Il progetto integra tecnologie avanzate come eDNA, droni, fototrappole e telemetria satellitare, oltre al coinvolgimento delle comunità locali.

 

Secondo i dati raccolti tra il 2020 e il 2025, gli operatori WWF hanno censito 1.055 nidi tra Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia, con una netta prevalenza proprio in Sicilia, che da sola rappresenta circa il 70% del totale nazionale. In forte crescita anche la Calabria e l’area ionica del Golfo di Taranto. Lo scorso anno è stato raggiunto il record di 338 nidi, il valore più alto mai registrato in Italia.

 

Accanto ai segnali positivi, il WWF rilancia però anche l’allarme sull’uso di mezzi meccanici per la pulizia delle spiagge, pratica ancora diffusa soprattutto in alcune aree della Calabria e potenzialmente dannosa per la nidificazione della Caretta caretta, oltre che per specie protette come il fratino e per la conservazione delle dune costiere.

La stagione è appena iniziata, ma i numeri confermano una tendenza chiara: il Mediterraneo centrale, e in particolare la Sicilia, sta diventando sempre più un’area cruciale per la riproduzione della tartaruga marina, rendendo il monitoraggio e la protezione dei nidi una priorità ambientale.