"Il caro carburante e la speculazione degli Enti pubblici sui rifornimenti"
Gentile direttore di tp24,
C’è un’operazione che noi cittadini siamo ormai abituati a compiere prima di rifornire le nostre autovetture, soprattutto in questi periodi particolarmente difficili per l’elevato costo dell’energia: confrontare i prezzi alla pompa pubblicati sul sito ministeriale dedicato.
C’è poi un’altra pratica che alcuni enti pubblici, o le ditte di servizi che operano per loro conto, sembrerebbero effettuare con una certa regolarità: inviare un agente o un dipendente a rifornire gli automezzi in dotazione scegliendo il distributore con i prezzi più alti tra quelli disponibili, talvolta riscontrando, in occasione dei rifornimenti, ulteriori variazioni dei prezzi rispetto a quelli pubblicati.
Una situazione che viene percepita come particolarmente critica a Campobello di Mazara, dove – secondo quanto osservato da alcuni cittadini – la polizia municipale impiegherebbe una parte significativa della mattinata di un ispettore per gestire il rifornimento degli automezzi, recandosi presso uno dei punti vendita di una medesima insegna tra i quattro presenti sul territorio comunale, che risulterebbe talvolta praticare prezzi più elevati rispetto agli altri distributori e, in alcuni casi, rispetto ai prezzi pubblicati. Analoga situazione viene segnalata anche in relazione ai mezzi destinati alla raccolta dei rifiuti.
Si tratta della stessa polizia municipale e degli stessi agenti che, secondo alcune opinioni diffuse, non sarebbero stati in grado in passato di rilevare situazioni critiche sul territorio, incluse presenze legate alla criminalità organizzata.
Mi chiedo quindi: se un cittadino comune, pur senza particolari competenze ispettive, riesce a confrontare e ottimizzare i propri rifornimenti per far quadrare il bilancio familiare, come mai talvolta un ispettore o un dirigente della polizia municipale, o di altri servizi di un ente pubblico, non riesce a fare altrettanto in modo sistematico, con conseguente possibile ricaduta dei costi sui cittadini contribuenti?
Sarebbe auspicabile che le testate locali e online affrontassero con maggiore attenzione i temi legati all’impatto dei costi energetici sulle comunità, aprendo anche al contributo di esperti, cittadini e lettori per individuare possibili soluzioni.
A titolo di esempio, una possibile direzione potrebbe essere quella di promuovere il concentramento dei servizi e delle attività commerciali su distanze più ridotte, tali da favorire gli spostamenti a piedi o in bicicletta; incentivare la mobilità sostenibile; e favorire la transizione ecologica attraverso l’efficientamento energetico e l’utilizzo crescente di fonti rinnovabili.
Pietro
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