Salvatore Quinci: "E' finito un ciclo politico, in provincia di Trapani inizia una fase nuova"
Il sindaco di Mazara del Vallo e presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, intervenuto a Il Volatore su RMC101, ha tracciato un'analisi severa della situazione politica provinciale dopo le elezioni di Marsala. Dalla crisi del centrodestra alla nascita di una nuova area civica e moderata, fino alle sfide della Provincia e del comparto della pesca, Quinci ha delineato quella che considera una nuova fase politica per il Trapanese.
“Marsala certifica la fine di una leadership politica”
Per Quinci, il risultato elettorale di Marsala rappresenta l'atto conclusivo di un ciclo politico ormai esaurito. «Il centrodestra aveva già il suo candidato ed era il sindaco uscente. Oggi lo possiamo dire senza timore di essere smentiti. E allora perché sono andati a cercarne un altro? Perché le questioni personali prevalgono sempre sul bene comune e sulla qualità della vita dei cittadini. È ormai il marchio di una leadership che ha perso dovunque poteva perdere: a Mazara, a Marsala, prima a Trapani e persino alla Provincia. Questo è l'atto finale di un ciclo politico e amministrativo ormai terminato. O si cambia o si muore.»
“Sta emergendo una nuova classe dirigente civica”
Secondo il presidente del Libero Consorzio, i risultati delle ultime competizioni elettorali raccontano la crescita di un nuovo modello politico che supera gli schemi tradizionali. «Non è il nuovo populista che avanza, è esattamente il contrario. È una nuova generazione di amministratori che si candida non perché qualcuno la incorona o la nomina, ma perché si assume la responsabilità di cambiare le cose. Sta emergendo una classe dirigente che vuole costruire valore nei territori e che non si riconosce più nei meccanismi tradizionali di reclutamento politico. In provincia di Trapani questo percorso è già visibile e le candidature che stanno nascendo non sono frutto del caso.»
“Non sono contro i partiti, ma serve uno spazio autonomo per il civismo”
Quinci ha spiegato come il fenomeno civico non debba essere letto come un'alternativa ai partiti, ma come una richiesta di maggiore rappresentanza dei territori. «Il civismo non può essere in contrapposizione ai partiti, perché servono connessioni tra chi governa i territori e chi legifera. Però oggi c'è una crisi evidente della rappresentanza. Il Parlamento regionale spesso tenta di sostituirsi alle amministrazioni locali senza riuscire a dare risposte. Per questo sta emergendo una nuova vocazione civica che rivendica uno spazio autonomo. Se parliamo di amministrare città e territori, oggi questa è probabilmente la proposta più forte e vincente.»
“La Provincia deve tornare a occuparsi di scuole e strade”
Da presidente del Libero Consorzio, Quinci ha indicato le priorità dell'ente provinciale, sottolineando le conseguenze di anni di commissariamento. «Abbiamo undici scuole che ancora oggi non dispongono di impianti di riscaldamento e raffreddamento. Abbiamo strade provinciali, soprattutto nell'area del Belice, che versano in condizioni inaccettabili. L'abolizione delle Province è stata un errore enorme, figlio di una stagione populista che ha finito per colpire servizi essenziali come la sicurezza stradale e l'edilizia scolastica. Oggi abbiamo risorse importanti e dobbiamo investirle per restituire dignità alle scuole, alla viabilità e ai giovani.»
“La pesca si salva solo con innovazione e cooperazione internazionale”
Parlando della crisi della marineria mazarese, Quinci ha sostenuto che non bastano più gli interventi assistenziali. «Il mondo della pesca è cambiato e deve cambiare anche il modo di affrontarne i problemi. Servono innovazione, investimenti, organizzazione e una forte cooperazione con i Paesi che condividono lo stesso mare. Non possiamo competere con chi ha costi molto più bassi e vende sul nostro stesso mercato senza una strategia comune. Bisogna puntare sulla tracciabilità, sui marchi di qualità, sulla valorizzazione del prodotto e su accordi internazionali che consentano una gestione condivisa della risorsa ittica.»
“Voglio contribuire a costruire la nuova leadership della provincia”
Nel finale dell'intervista, Quinci ha parlato apertamente del proprio futuro politico. «Da grande voglio diventare uno dei leader politici di questa provincia. Non per una questione personale, ma perché credo che il territorio abbia bisogno di una nuova classe dirigente capace di guidarlo verso il successo. La provincia di Trapani ha enormi potenzialità, ma serve una fase nuova. Quella vecchia, piaccia o no, è ormai alle spalle.»
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