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17/06/2026 06:00:00

Egadi, la replica a Pagoto: «Isole nel caos, accuse infondate contro di noi»

Gentile redazione di Tp24,

 

come Vicepresidente del Consiglio comunale delle Egadi e come Capogruppo di Maggioranza dell’amministrazione uscente sentiamo il dovere civico di rispondere all’intervista rilasciata al vostro giornale qualche giorno fa dal sindaco Giuseppe Pagoto.

 

Il sindaco, nella sua sintesi sull’attività svolta in questo anno di amministrazione più volte riferisce che “loro”, intendendo per “loro” sia la Giunta della precedente Amministrazione, sia i consiglieri (a suo dire disorganizzati) avrebbero “liberalizzato tutto”, pensando in tal modo di giustificare il suo operato e quello della sua compagine politica relativamente al caos in cui versano le isole Egadi, caos che viene denunciato ogni giorno da comitati, liberi cittadini, associazioni di categoria, sui social e sugli organi di stampa. Caos che riguarda ogni aspetto della vita delle isole: decoro urbano, traffico, gestione dell’area marina protetta, assenza di controlli delle autorizzazioni rilasciate per chioschi per la fruizione del mare sia su aree demaniali sia su terreni privati ecc.

 

Non riusciamo a comprendere in che modo ci si possa imputare di aver liberalizzato tutto. In ambito urbanistico, abbiamo spinto per l’approvazione del Piano Regolatore Generale, ben sapendo che allo scadere dello stesso si sarebbe assistito alla proliferazione di ogni tipo di nuova costruzione e aumento di volumetrie, come sta accadendo. Uno dei primi atti di questa nuova amministrazione invece è stata proprio la definitiva archiviazione del PRG, con la promessa di un PUG per il quale serviranno anni, con il risultato, sotto gli occhi di tutti, che c’è stato il liberi tutti che si immaginava.

 

Abbiamo bocciato due varianti urbanistiche che hanno impedito la realizzazione di nuove strutture ricettive che avrebbero aumentato il carico urbanistico delle isole.

 

Sulla liberalizzazione delle licenze commerciali, il precedente Consiglio comunale ha dovuto prendere atto di una Sentenza del CGA (Consiglio di Giustizia Amministrativa) che annullava la Delibera di Consiglio 17/2013, totalmente illegittima, quindi nessuna liberalizzazione ma un obbligo di fare.

 

Sul fenomeno dell’overtourism si era creato un dibattito acceso in consiglio comunale e abbiamo proposto e lasciato già pronti: 1) regolamento noleggi; 2)regolamento sul decoro urbano; 3) proposta di rizonizzazione dell’area marina protetta. Non ci risulta siano stati approvati dall’odierna amministrazione.

 

Con un errore grossolano o con l’intento politico di mistificare la realtà, l’attuale sindaco attribuisce alla precedente amministrazione l’introduzione del silenzio-assenso orizzontale tra amministrazioni, con cui sono stati autorizzati numerosi chioschi sia su aree demaniali, sia su terreni privati. Eppure si sa che il Comune non ha potere di legiferare, infatti la legge che in Sicilia ha introdotto il silenzio assenso orizzontale fra amministrazioni è la L.R. 7/2019 che ha recepito la Legge nazionale 241/1900 (in particolare l’art. 17). Così come fuorviante e illogica è la dichiarazione che la colpa delle autorizzazioni avvenute con silenzio assenso sia dovuta all’adozione della piattaforma “Impresa in un giorno”, che ormai quasi tutti i comuni hanno dovuto adottare in Italia, in aderenza alle prescrizioni nazionali sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione.

 

Dichiarazioni pretestuose, insomma, che non siamo disposti a far scivolare, avendo lavorato con serietà, trasparenza e legalità, nel rispetto delle istituzioni. 

 

La verità è un’altra. L’attuale amministrazione non ha ad oggi prodotto nessun atto concreto per la risoluzione dei problemi evidentissimi che attanagliano le Egadi. Non solo, nonostante denunce costanti di anarchia e assenza di controlli, non è stata prodotta alcuna azione per la regolamentazione né dei flussi turistici, né della sregolatezza urbanistica, né alcuna verifica in autotutela delle autorizzazioni rilasciate dal SUAP, né ci risulta alcun atto di indirizzo politico volto a limitare questo fenomeno.

 

Altresì non ci risultano controlli circa il rispetto delle regole nelle isole, dallo scarico dei reflui dei cosiddetti chioschi, né una scansione oraria dei barconi che vomitano migliaia di persone a tutte le ore del giorno, né dei noleggiatori ecc.

 

Sentirsi dire che il Comune di Favignana è di nuovo nell’elenco dei comuni ciclabili ci fa piacere, ma non sono le etichette che migliorano la vivibilità dei luoghi, specie quando alle etichette non conseguono delibere o scelte verso una migliore ciclabilità. 

 

Sul porto, indipendentemente dai meriti, già due anni fa avevamo avvisato che il progetto iniziale è stato tranciato drasticamente, riducendo l’iniziale uncino a protezione dell’approdo, a una diga foranea, che sarà un molo turistico-commerciale. 

 

A chi dice che i precedenti consiglieri non erano ben organizzati e che non avevano una visione vogliamo rispondere che la “Visione” era invece talmente chiara e definita da suscitare il clamore e il malumore di molti, alcuni dei quali già avevano amministrato in precedenza. Circa la sfiducia dell’ex sindaco, è stato un atto di onestà intellettuale, che difficilmente rivedremo applicato in questo nuovo contesto politico. 

 

Oggi i problemi degli isolani sono raddoppiati: problemi idrici, di illuminazione, di assenza di controlli, rifiuti ovunque e strade sporche e non sicure, aumento della Tari, eppure la cittadinanza adesso inspiegabilmente tace. Occorrerebbe interrogarsi o forse indagare meglio sul perché di questa nuova e preoccupante forma di “silenzio-assenso”. 

 

Antonella Armetta (vicepresidente del Consiglio amministrazione Forgione)

Giuseppe Nicolò Bannino (capogruppo di maggioranza)