Assoenologi Sicilia al 79° Congresso nazionale in Veneto
Il valore strategico della filiera vitivinicola e il ruolo centrale delle competenze enologiche sono stati al centro della partecipazione di Assoenologi Sicilia al 79° Congresso nazionale di Assoenologi, svoltosi tra Conegliano e la Fiera di Santa Lucia di Piave. Una tre giorni che ha riunito centinaia di tecnici, produttori, studenti e rappresentanti istituzionali per discutere il futuro del vino italiano ed europeo.
La delegazione siciliana, guidata dal presidente regionale Giuseppe Figlioli, ha preso parte ai lavori che hanno affrontato temi cruciali per il settore: mercati internazionali, sostenibilità ambientale, cambiamenti climatici, innovazione tecnologica e formazione delle nuove generazioni.
Al centro del dibattito, ancora una volta, la necessità di rafforzare il legame tra competenza scientifica e identità territoriale, considerato sempre più decisivo per la competitività del vino italiano nel mondo.
Cotarella: “Il vino è cultura, territori e comunità”
Ad aprire il congresso è stato il presidente nazionale di Assoenologi Riccardo Cotarella, che ha richiamato il settore a una maggiore consapevolezza del proprio ruolo culturale ed economico.
“Difendere il vino – ha affermato Cotarella – significa difendere territori, paesaggi, comunità e lavoro. Il vino italiano non può restare in silenzio di fronte a narrazioni ideologiche che rischiano di colpire uno dei simboli più autentici del Made in Italy”.
Il presidente ha inoltre sottolineato la necessità di un “nuovo Rinascimento del vino italiano”, fondato su competenze tecniche, credibilità scientifica e capacità di dialogo con le nuove generazioni, in un mercato globale in continua trasformazione.
Le istituzioni: il vino come asset strategico del Paese
Ampia la partecipazione istituzionale. Nel messaggio inviato al congresso, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito il vino italiano “uno straordinario ambasciatore dell’Italia nel mondo”, riconoscendone il valore identitario, economico e culturale.
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, premiato da Assoenologi come “Personaggio dell’anno 2026”, ha ribadito l’impegno del Governo nella tutela del comparto vitivinicolo: “Non permetteremo che il vino venga criminalizzato con approcci ideologici lontani dalla nostra storia”.
Tra gli interventi anche quelli del commissario europeo Christophe Hansen, dell’europarlamentare Dario Nardella, del presidente del Veneto Luca Zaia e del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenuto con un videomessaggio sul valore sociale ed economico della filiera.
Mercati, innovazione e clima: le nuove sfide del vino
Uno dei momenti più seguiti del congresso è stata la lectio di Renzo Cotarella, dedicata ai nuovi scenari del mercato globale del vino. L’analisi ha evidenziato la trasformazione dei consumi internazionali e la necessità di investire in qualità, identità territoriale e innovazione.
Grande attenzione anche ai temi tecnici: cambiamenti climatici, gestione sostenibile dei vigneti, digitalizzazione dei processi produttivi ed evoluzione genetica delle varietà autoctone. Tra i casi di studio anche la valorizzazione di vitigni identitari come il Cannonau.
Non è mancato il focus sull’enoturismo, sempre più considerato un motore strategico per la promozione dei territori e delle economie locali.
Salute e consumo consapevole: il dibattito scientifico
Ampio spazio è stato dedicato anche al rapporto tra vino e salute, affrontato dal professor Francesco Montorsi, che ha ribadito la differenza tra consumo moderato e abuso.
Secondo Montorsi, il vino “inserito in corretti stili di vita e nella dieta mediterranea non può essere ridotto a semplificazioni ideologiche”, sottolineando la necessità di un approccio scientifico equilibrato nel dibattito pubblico.
Formazione e giovani: il futuro del settore
Tra i temi centrali anche la formazione delle nuove generazioni di enologi e tecnici del settore. Il congresso ha evidenziato la necessità di rafforzare il dialogo con i giovani e di investire su percorsi formativi capaci di coniugare innovazione e tradizione.
Molto apprezzate anche le degustazioni tecniche dedicate ai Metodo Classico italiani e Champagne, oltre che alle diverse espressioni del Prosecco e dei vitigni autoctoni.
Cotarella: “Un settore forte se resta credibile e radicato”
In chiusura, il presidente Riccardo Cotarella ha sintetizzato lo spirito dell’evento:
“Questo congresso dimostra che Assoenologi è oggi una realtà autorevole e centrale. La nostra forza nasce dai territori e dalla competenza dei nostri associati. Il vino italiano ha futuro soltanto se continuerà a essere credibile, umano e profondamente legato alla propria identità”.
Sicilia protagonista nella filiera nazionale
La partecipazione di Assoenologi Sicilia conferma il ruolo strategico dell’isola nel panorama vitivinicolo nazionale, non solo per la produzione, ma anche per la capacità di contribuire al dibattito su innovazione, sostenibilità e valorizzazione dei territori.
Un settore che guarda al futuro senza perdere il legame con le proprie radici, in un equilibrio sempre più decisivo per la competitività del vino italiano sui mercati internazionali.
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