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19/06/2026 09:00:00

Marsala, bocciato un impianto fotovoltaico: “Rischi per habitat e avifauna”

Un impianto fotovoltaico  nelle campagne di Marsala si ferma davanti ai rilievi ambientali. Il Comune ha concluso con esito negativo la procedura di screening della Valutazione di Incidenza Ambientale per il progetto presentato da EDP Energia Italia, che prevedeva la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 3,017 MW nominali in contrada Ciancio, su un sito di proprietà O-I Italy.  

 

La decisione arriva in un contesto ormai sempre più discusso: le aree interne e agricole del territorio marsalese, come molte campagne siciliane, sono da anni interessate da progetti per impianti fotovoltaici a terra. Una corsa alle energie rinnovabili che, se non governata con attenzione, rischia di sottrarre spazio all’agricoltura, modificare il paesaggio rurale e creare nuove pressioni su habitat già fragili.

Il provvedimento del Comune, firmato l’11 giugno 2026, riguarda un’area esterna alla ZSC “Sciare di Marsala”, ma comunque vicina al sito Natura 2000. La distanza indicata negli atti è di 911 metri dal perimetro dell’impianto, 703 metri dal cavidotto di connessione e 792 metri dalla cabina di consegna.

 

La valutazione negativa si fonda soprattutto sul principio di precauzione. Nell’area interessata dal progetto è segnalata la presenza dell’habitat di interesse comunitario “Arbusteti termomediterranei e pre-desertici”. Inoltre, il sito “Sciare di Marsala” viene considerato importante per l’avifauna, sia come area riproduttiva sia come zona di transito e sosta durante le migrazioni.

Secondo l’Organismo consultivo per le valutazioni di incidenza, l’impianto potrebbe avere un impatto sull’avifauna migratoria che utilizza le rotte vicine all’area di progetto. Viene richiamato anche il rischio del cosiddetto “effetto lago”: vaste superfici pannellate potrebbero risultare ingannevoli per alcune specie, attirandole e provocando conseguenze negative, comprese morie o effetti sulle fasi riproduttive.

 

Il Comune evidenzia inoltre che lo screening di primo livello non consente di escludere possibili effetti cumulativi con altri interventi analoghi già presenti o proposti nella stessa zona. È uno dei punti centrali della vicenda: non solo il singolo impianto, ma l’insieme dei parchi fotovoltaici che insistono o potrebbero insistere nell’area.

Nel provvedimento si legge che l’intervento può generare incidenze significative dirette, indirette o cumulative su habitat e specie di interesse comunitario. Viene anche rilevato che il progetto, nelle fasi di cantiere e di esercizio, non contiene misure sufficienti per mitigare o mantenere sotto il livello di significatività eventuali effetti negativi.

Da qui la conclusione: lo screening non può chiudersi positivamente. In presenza di incertezze, la normativa impone il passaggio alla valutazione appropriata, cioè a un esame più approfondito degli effetti ambientali.

 

La bocciatura non riguarda dunque il principio delle energie rinnovabili, ma il modo in cui vengono localizzate e valutate. Il tema è ormai politico e territoriale: quanta campagna può essere coperta da pannelli? Quali aree vanno escluse? Come si tutela il paesaggio agricolo e naturalistico senza rinunciare alla transizione energetica?

 

A Marsala, dove la pressione sui terreni agricoli è già forte, la delibera segna un punto importante. Prima di autorizzare nuovi impianti a terra, soprattutto vicino a siti sensibili come le Sciare, servono valutazioni cumulative, studi ambientali completi e garanzie reali sulla tutela di habitat, avifauna e paesaggio.

 

Il provvedimento ha validità di cinque anni e potrà essere impugnato davanti al Tar entro 60 giorni dalla pubblicazione o, in alternativa, con ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana entro 120 giorni.



Dai Comuni | 2026-06-22 00:00:00
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