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25/06/2026 12:30:00

Da Trapani al Monviso, Vito Allotta tra i protagonisti del cioccolato Bean to Bar

Dal cacao coltivato nelle piantagioni dell'America Latina fino alle tavole degli appassionati italiani. C'è anche un po' di Trapani nell'appuntamento più importante dell'anno per il movimento Bean to Bar italiano.

Il divulgatore ed ex chocolate maker trapanese Vito Allotta parteciperà infatti a "C'Incontriamo 2026", l'incontro nazionale dell'Associazione Cioccolato Bean to Bar Italia, in programma il 28 e 29 giugno tra Revello, Saluzzo e Costigliole d'Asti, ai piedi del Monviso. 

Due giornate dedicate al confronto tra produttori, artigiani, esperti e divulgatori che condividono una stessa filosofia: riportare il cioccolato alla sua origine, seguendone l'intera filiera, dalla selezione delle fave di cacao fino alla tavoletta finita.

L'Associazione Bean to Bar Italia riunisce infatti le realtà che lavorano direttamente il cacao, senza ricorrere a semilavorati industriali, promuovendo trasparenza, qualità e sostenibilità lungo tutta la filiera. Un settore ancora di nicchia, ma in forte crescita anche nel nostro Paese, dove negli ultimi anni è aumentato l'interesse dei consumatori verso prodotti artigianali e di origine certificata.

Per Vito Allotta si tratta di un ritorno in un ambiente che conosce bene. Dopo l'esperienza come produttore artigianale, oggi il suo lavoro è rivolto soprattutto alla divulgazione. Un percorso nato dai viaggi nei Paesi produttori di cacao, dall'incontro con comunità agricole e chocolate maker internazionali e dalla volontà di raccontare ciò che si cela dietro una tavoletta di cioccolato: non soltanto una lavorazione tecnica, ma una filiera fatta di agricoltura, fermentazione, tostatura e ricerca.

Tra gli appuntamenti più attesi dell'evento figura "Stesso cacao, mani differenti", un laboratorio che consentirà di degustare e confrontare cioccolati realizzati con la stessa origine di cacao ma interpretati da produttori diversi. Un modo per dimostrare come le scelte di lavorazione – dalla tostatura al concaggio – possano modificare profondamente aromi, struttura e identità del prodotto finale.

Per Allotta l'incontro rappresenta anche un'occasione per rafforzare il legame tra la Sicilia e una delle realtà più dinamiche del panorama artigianale italiano.

"Porto sempre con me un forte legame con Trapani. Uno degli aspetti che mi stanno più a cuore è creare ponti con la Sicilia. Portare nella mia terra idee, competenze, esperienze e relazioni che possano contribuire alla crescita di una cultura del cacao e del cioccolato di qualità", afferma.

Una riflessione che si allarga anche al tema dell'eccellenza siciliana.

"Spesso si parla della Sicilia come sinonimo automatico di eccellenza. Io credo invece che la qualità vada costruita, studiata e dimostrata ogni giorno. Il mio obiettivo è continuare a divulgare questa cultura in Sicilia e fare in modo che sempre più persone possano conoscere il valore del vero cioccolato artigianale, andando oltre il marketing e riscoprendo l'importanza della competenza e dell'autenticità".

La partecipazione del divulgatore trapanese a "C'Incontriamo 2026" testimonia come il movimento Bean to Bar stia assumendo un ruolo sempre più rilevante anche in Italia. Un settore che non si limita alla produzione di cioccolato di alta qualità, ma promuove un diverso approccio al consumo, fondato sulla conoscenza delle origini del cacao, sulla valorizzazione del lavoro dei produttori e sulla consapevolezza di ciò che arriva sulle nostre tavole.