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26/06/2026 10:03:00

 Stagnone, la Regione interviene dopo il video di Tp24: "Attivata la Guardia Costiera, vergognoso"

Il video pubblicato da Tp24 (lo potete vedere qui) sugli ombrelloni piantati nel fondale dello Stagnone con una trivella a batteria ha provocato la prima reazione istituzionale. Dall'Assessorato regionale del Territorio e dell'Ambiente arriva una presa di posizione netta: "Abbiamo attivato la Guardia Costiera, è vergognoso".

 

Una risposta che arriva dopo l'ennesima denuncia del nostro giornale sulle condizioni della Riserva Naturale Orientata dello Stagnone, da anni al centro di numerose segnalazioni su abusivismo, antropizzazione e carenza di controlli.

 

La risposta della Regione

 

A poche ore dalla diffusione delle immagini pubblicate da Tp24, dagli uffici dell'Assessorato fanno sapere di aver già interessato la Guardia Costiera affinché vengano effettuate le verifiche del caso.

 

Il commento è durissimo: "È vergognoso", riferito alle immagini che mostrano alcune persone utilizzare una trivella a batteria per fissare gli ombrelloni direttamente sul fondale della laguna.

 

Dall'Assessorato arriva anche un'importante precisazione sulle competenze.

 

"L'ente gestore ha personale con funzioni di polizia giudiziaria"

 

La Regione ricorda infatti che l'ente gestore della Riserva è il Libero Consorzio Comunale di Trapani, che dispone di personale di vigilanza con funzioni di polizia giudiziaria, analoghe a quelle del Corpo Forestale.

 

Un richiamo che evidenzia come la vigilanza sulla Riserva non riguardi esclusivamente Guardia Costiera e Forestale, ma coinvolga direttamente anche il Libero Consorzio, chiamato a garantire il rispetto delle norme all'interno dell'area protetta.

 

L'ennesima denuncia di Tp24

 

L'articolo pubblicato il 24 giugno da Tp24, "Stagnone di Marsala, a San Teodoro ombrelloni piantati in mare con una trivella a batteria", documentava quanto accaduto nella spiaggia libera della Torre di San Teodoro, dove alcuni bagnanti hanno installato gli ombrelloni direttamente nello specchio d'acqua utilizzando un trapano elettrico.

Nel servizio venivano segnalati anche altri problemi ormai ricorrenti: imbarcazioni troppo vicine ai bagnanti, occupazione impropria degli spazi pubblici e comportamenti incompatibili con la tutela di una riserva naturale.

 

Una battaglia che Tp24 porta avanti da anni

 

Quello documentato nei giorni scorsi non è un episodio isolato.

Negli ultimi anni Tp24 ha raccontato più volte la progressiva trasformazione dello Stagnone, denunciando l'aumento dell'antropizzazione e la scarsa vigilanza.

Nel 2024 avevamo documentato come la laguna fosse diventata teatro di kite, camper, rifiuti, eternit e ombrelloni installati in mare, evidenziando una situazione sempre più difficile per uno degli ecosistemi più delicati della Sicilia occidentale. Laguna dello Stagnone: tra kite, camper, eternit e ombrelloni in mare

 

Pochi mesi dopo avevamo dedicato un approfondimento all'antropizzazione dello Stagnone, agli abusi segnalati da cittadini e associazioni e all'interrogazione presentata all'Assemblea Regionale Siciliana per chiedere regole più chiare e maggiori controlli. Lo Stagnone di Marsala: l'antropizzazione, gli abusi e la necessità di regole

 

Il problema degli ombrelloni piantati direttamente in mare a San Teodoro, inoltre, non è nuovo: già nell'estate del 2023 Tp24 aveva documentato il fenomeno dopo la rimozione delle transenne nell'area dell'ex lido Tre Torri, mostrando come alcuni bagnanti "trivellassero" la spiaggia e il fondale per installare lettini e ombrelloni. Marsala, transenne a terra e via libera a ombrelloni e sdraio in mare a San Teodoro

 

Adesso si attendono i controlli

 

L'intervento dell'Assessorato rappresenta il primo riscontro istituzionale dopo la pubblicazione del video.

Resta ora da capire se alla presa di posizione seguiranno controlli sul posto ed eventuali sanzioni nei confronti dei responsabili.

Perché, come Tp24 documenta da anni, ogni estate nello Stagnone sembrano ripresentarsi gli stessi problemi. E la tutela di uno dei patrimoni ambientali più preziosi della Sicilia occidentale continua a dipendere non solo dalle regole, ma soprattutto dalla loro effettiva applicazione.