Alcuni giorni fa, nel tardo pomeriggio, passeggiavo sul lungomare Colonnello Maltese, a Marsala. Mi soffermavo a godere dei colori del tramonto e della sistemazione di quello che era il “salato” negli anni in cui le macerie del bombardamento si estendevano fino al mare. Godevo del silenzio e delle personali rimembranze quando avverto dei fievoli lamenti, Non vedo alcuna persona e nell'imbruinire si fa viva la curiosità di individuare l'origine di quei lamenti. Mi sembra che provengano dal Monumento ai Mille e mi dirigo in quel luogo.
Non c'era anima viva e salendo la scala verso le terrazze, percepisco sempre più distintamente la provenienza dei lamenti incomprensibili:
S-c'écc, purtim via la rometa de sota ol nass!
A lamentarsi era il tredicenne Luigi Adolfo Biffi, di Caprino Bergamasco, morto a Calatafimi per l' Unità d'Italia, che invocava:
Ragazzi, toglietemi l'immondizia da sotto il naso !
Riflessione : Se il Monumento ai Mille deve continuare ad essere ricettacolo del pattume lasciato da coloro che vi si recano per consumare le merende, è bene demolirlo e lasciare libera la vista del tramonto sul mare.
Domande di una banalità così disarmante da non richiedere l' AI , per il futuro prossimo:
Perchè in dieci anni non sono stati mai collocati appositi cestini ?
Perchè non si è mai provveduto a svuotare e tenere pulite quelle intercapedini?
Chi deve educare ragazzi ed adulti al rispetto dei monumenti ?
E' proprio inevitabile consumare cibi e bevande su quelle terrazze?
Se non è necessario né decoroso, perchè non disporne il divieto da far osservare drasticamente?
Ho sempre ipotizzato l'impiego di cittadini volontari di ogni età e condizione, muniti di apposite pinze, che vogliano trascorre del tempo libero ad estrarre lattine, bottiglie, vassoi ed ogni altro rfiuto ivi giacente “ammucciatu” ma disgustoso per i visitatori che in quel luogo si recano per un ritorno ideale alle origini della Unità nazionale.
C'è a Marsala qualche associazione che accolga la proposta di una mobilitazione con tale intendimento ?
Forse continuerò a coltivare a lungo la mia ipotesi onirica (da sogno).
Elio Piazza