Trapani, si riaccende Palazzo D'Alì: come é rinato il cuore del Comune
Quando si accendono le luci, vuole dire che un'opera si sta completando.
Dentro Palazzo D'Alì non si sente più il rumore delle demolizioni, ma quello degli ultimi ritocchi: le regolazioni delle luci della facciata, i test sull'illuminazione scenografica raccontano che, dopo quasi due anni di lavori, una delle opere simbolo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in città si prepara a essere inaugurata.
È il cantiere più importante aperto negli ultimi anni sul patrimonio storico cittadino.
Non soltanto per l'entità dell'investimento – quasi 4 milioni di euro – ma per il valore simbolico dell'edificio, da sempre centro della vita amministrativa e civile di Trapani.
Il recupero è stato reso possibile grazie a un finanziamento di 3 milioni e 955 mila euro del PNRR, fondi che il Comune è riuscito a intercettare per un intervento che punta a coniugare conservazione, funzionalità ed efficientamento energetico.
Palazzo D'Alì è stato sottoposto a un intervento molto più profondo.
I lavori hanno interessato il completo recupero architettonico dell'edificio, il rifacimento degli impianti tecnologici e di climatizzazione, il restauro degli infissi lignei, la realizzazione di una nuova illuminazione scenografica e una serie di opere finalizzate a migliorare l'efficienza energetica dell'intera struttura.
La parte più delicata, però, è stata quella che riguarda la conservazione del patrimonio artistico. Restauratori specializzati hanno lavorato sugli affreschi, sugli stucchi, sulle decorazioni e sugli elementi architettonici originali, intervenendo con tecniche conservative per recuperare colori, dettagli e superfici compromesse dal tempo e dall'umidità.
Durante il cantiere sono emerse anche criticità che non erano completamente individuabili in fase progettuale. Smontando parti dell'edificio e procedendo con i saggi strutturali, sono stati scoperti ammaloramenti nei locali del piano nobile, fenomeni di umidità nell'atrio storico, degrado delle facciate e della corte interna, oltre a microfessurazioni e distacchi della pellicola pittorica nelle superfici decorate.
Per questo il progetto è stato progressivamente affinato, mantenendo come principio quello del restauro conservativo: salvare ciò che era possibile recuperare, evitando ricostruzioni arbitrarie.
Anche la distribuzione interna degli spazi è stata in parte ripensata per restituire al palazzo la sua configurazione originaria. Emblematico il recupero di uno dei grandi saloni storici, che nel tempo era stato suddiviso in tre ambienti mediante tramezzi, tornato alle sue proporzioni iniziali, restituendo leggibilità all'architettura del palazzo.
L'obiettivo finale punta infatti a trasformare Palazzo D'Alì in uno spazio più aperto alla città, tappa di un percorso culturale e turistico permanente, valorizzandone il patrimonio artistico.
Le luci regolate in questi giorni non serviranno soltanto a illuminare un edificio restaurato. Accenderanno nuovamente quello che, da oltre un secolo, è uno dei luoghi più rappresentativi della vita pubblica trapanese: il palazzo della città.
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