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20/07/2026 12:35:00

Una tonnellata di alimenti non sicuri sequestrati al Porto di Palermo

Oltre una tonnellata e mezza di prodotti alimentari privi della documentazione necessaria è stata sequestrata al porto di Palermo durante una serie di controlli effettuati nel primo semestre del 2026. La merce, proveniente dalla Tunisia, era stata introdotta irregolarmente nel territorio italiano e in molti casi era stata nascosta all’interno di valigie e automobili di passeggeri in arrivo con i traghetti.

A renderlo noto sono gli esiti delle attività condotte dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli insieme ai militari della Guardia di Finanza, impegnati nei controlli sui flussi di passeggeri e merci provenienti dalla rotta tunisina.

 

I controlli allo sbarco: nel mirino prodotti a rischio sanitario

Le verifiche hanno permesso di individuare numerosi carichi di alimenti per i quali non era possibile garantire la tracciabilità e il rispetto delle norme sanitarie previste per l’ingresso nell’Unione Europea.

Tra i prodotti sequestrati figurano carni, prodotti ortofrutticoli, alimenti vegetali e derivati del latte, categorie sottoposte a particolari limitazioni perché possono rappresentare un potenziale veicolo per la diffusione di parassiti, contaminazioni o malattie capaci di colpire sia la salute pubblica sia il comparto agricolo e zootecnico.

Le operazioni sono state effettuate dai funzionari dell’UADM Sicilia 1 e dai militari del Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Palermo.

 

Norme rigide per l’ingresso nell’Unione Europea

L’introduzione di determinati prodotti alimentari da Paesi extra Ue è consentita soltanto attraverso specifici controlli alle frontiere e con la presenza della documentazione sanitaria richiesta dalle normative europee.

Gli alimenti devono essere dichiarati e messi a disposizione degli organi di controllo, così da consentire le verifiche sulla provenienza e sulla sicurezza.

Nel caso dei prodotti sequestrati al porto di Palermo, invece, gli alimenti erano trasportati senza le certificazioni necessarie e senza poter garantire la corretta filiera di origine.

 

Alcuni prodotti restano esclusi dai divieti

Le restrizioni non riguardano però indistintamente tutta la frutta. Alcune varietà considerate a minore rischio sanitario, come banane, datteri, cocco, ananas e durian, possono infatti essere introdotte nel rispetto delle regole previste.

L’attività di controllo al porto di Palermo rientra nel più ampio dispositivo di contrasto all’ingresso irregolare di alimenti e prodotti potenzialmente pericolosi per la sicurezza dei consumatori e per la tutela delle produzioni agricole italiane.



Cronaca | 2026-07-20 14:30:00
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