Marsala perde uno dei protagonisti della sua storia produttiva. È morto Michele Canale, noto florovivaista marsalese, uomo molto stimato nel settore e tra coloro che hanno contribuito a far crescere e conoscere, ben oltre i confini siciliani, il comparto florovivaistico del territorio.
Nato a Marsala il 18 gennaio 1937, Canale è scomparso il 20 luglio 2026. I funerali saranno celebrati mercoledì 22 luglio, alle 9:30, nella chiesa di San Francesco di Paola.
Una vita tra fiori, piante e impresa
Uomo riservato, umile e dotato di una forte capacità di visione, Michele Canale ha dedicato gran parte della propria vita alla coltivazione di fiori e piante.
Dalla fine degli anni Sessanta era titolare di un’azienda florovivaistica in contrada Fiumarella. In anni nei quali parlare di distretto florovivaistico marsalese poteva sembrare ancora un progetto lontano, Canale ne aveva già intuito le potenzialità.
Cominciò così a costruire rapporti con gli operatori del Centro e del Nord Italia, partecipando alle principali manifestazioni del settore. Dal 1975 fu tra i primi frequentatori del Flormart di Padova. Negli anni prese parte anche al Miflor, a Euroflora, a Orticolario e ad altri appuntamenti nazionali e internazionali.
Non soltanto un produttore, dunque, ma anche un ambasciatore della floricoltura marsalese.
Le “Porte Aperte nel Marsalese”
Dalla fine degli anni Ottanta Michele Canale fu, insieme a Rino Bonomo, Valter Pironi e al giornalista specializzato Arturo Croci, tra i fondatori e le colonne portanti delle “Porte Aperte nel Marsalese”.
L’evento, organizzato per tredici anni a partire dal 2000, favorì incontri, scambi professionali e nuove opportunità commerciali. Fu una delle iniziative che contribuirono alla trasformazione della floricoltura marsalese in un comparto strutturato, capace di esprimere aziende diventate leader anche nel mercato europeo.
Nel 2002 l’Associazione culturale “I Fiori di Giarre e dell’Etna”, allora presieduta da Carlo Calì, gli assegnò il premio internazionale “Il Garofano d’Argento”, riconoscendone l’impegno e il contributo professionale.
Il ricordo di Arturo Croci
A ricordarlo è Arturo Croci, autore della nota commemorativa trasmessa alla redazione di Tp24.
«La sua eredità vive nella bellezza e nel bene che ha contribuito a creare per tante famiglie e aziende», scrive Croci. Un’eredità fatta di lavoro, relazioni, intuizioni e di una tenacia che ha aiutato un intero settore a crescere.
Michele Canale lascia le figlie Maria Luisa e Silvana, i generi, i nipoti, i collaboratori e una vasta comunità professionale che negli anni ne ha conosciuto la serietà e la lungimiranza.