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11/08/2026 08:17:00

Isole minori, stop al rincaro del 18%. Ma adesso spunta il rebus Costanza: possibile trasferimento a Pantelleria

Il rincaro è durato poche ore. Entrato in vigore lunedì 10 agosto, l’aumento del 18% sui biglietti di navi e mezzi veloci per le isole minori siciliane è stato sospeso con effetto immediato già in serata. Residenti, turisti e imprese possono quindi tirare un primo sospiro di sollievo. Primo, appunto. Perché il problema non è stato risolto: bisogna ancora capire chi pagherà il maggior costo del servizio. E, nel frattempo, dal tavolo sui rincari è spuntata un’altra questione: che fine farà la Costanza I di Sicilia, la nuova nave regionale costata quasi 143 milioni di euro?

 

La decisione di sospendere gli aumenti è arrivata al termine della riunione convocata dall’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Aricò con Società Navigazione Siciliana, Liberty Lines e Caronte & Tourist Isole Minori.

Gli aumenti riguardavano esclusivamente i servizi effettuati nell’ambito della convenzione statale con Sns e non quelli finanziati direttamente dalla Regione. La maggiorazione, motivata dall’incremento dei costi dei carburanti, era scattata proprio la mattina del 10 agosto.

In serata è arrivato il dietrofront.

 

Il 18% è sospeso. Non cancellato

 

La parola da tenere a mente, però, è “sospensione”.

Non siamo ancora davanti alla cancellazione definitiva dell’aumento.

Il confronto tra Regione e compagnie dovrà infatti individuare una soluzione economica alternativa che permetta di riequilibrare la convenzione Sns senza scaricare direttamente il maggiore costo sui passeggeri.

La procedura di riequilibrio della convenzione statale, secondo quanto comunicato dalle compagnie, è stata avviata già nel marzo 2025. Sul tavolo ci sono inoltre le eventuali sottocompensazioni relative ai servizi integrativi regionali e la necessità di rendere più rapide le procedure per il loro riconoscimento.

Tradotto dal burocratese: qualcuno dovrà comunque pagare.

Le compagnie sostengono che i costi sono aumentati. I biglietti, per il momento, non aumenteranno. Bisognerà dunque trovare le risorse altrove.

Ed è esattamente il nodo che Tp24 ha sollevato nei giorni scorsi: se il rincaro non lo paga il passeggero, bisognerà capire quanto costerà al contribuente sterilizzarlo.

 

Pagoto: «Non era questo il momento per aumentare le tariffe»

 

Sulla sospensione interviene anche il sindaco di Favignana e delle Egadi, Giuseppe Pagoto, che nelle ultime ore aveva seguito direttamente la vicenda.

«Aumentare le tariffe in piena stagione turistica non era, a mio parere, il momento giusto per affrontare un tema così importante e per individuare soluzioni definitive», afferma Pagoto.

Il sindaco racconta di avere avuto un contatto diretto con l’assessore Aricò dopo gli incontri della giornata.

«Ho appena parlato con l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Alessandro Aricò, che mi ha comunicato, a seguito di tutti gli incontri e interlocuzioni di oggi, la sospensione degli aumenti tariffari del 18% sui collegamenti marittimi con le isole minori».

Pagoto conferma inoltre l’apertura di un tavolo tecnico per affrontare il problema alla radice e trovare una soluzione al rincaro determinato dall’aumento del costo dei carburanti.

Anche il sindaco delle Egadi richiama la questione delle competenze: «Era ed è, in questo caso, più una questione del Ministero che regionale».

Poi il ringraziamento politico: «Voglio ringraziare sia l’assessore regionale che il presidente della Regione Renato Schifani per aver cercato fino all’ultimo un confronto e una soluzione che ha portato alla sospensione degli aumenti».

Per Favignana, Levanzo e Marettimo la questione è tutt’altro che marginale. In agosto un aumento del 18% significa colpire contemporaneamente residenti, lavoratori, imprese e migliaia di turisti, proprio nel momento di maggiore pressione sui collegamenti.

E, come ricorda Pagoto, la sospensione risolve l’emergenza immediata. Non ancora il problema strutturale.

 

Oggi la Giunta straordinaria

 

Il presidente della Regione Renato Schifani rivendica il risultato ottenuto e ha convocato per oggi, martedì 11 agosto, una riunione straordinaria della Giunta.

«La sospensione immediata degli aumenti tariffari è un primo risultato concreto del confronto che il governo regionale ha fortemente voluto con le compagnie di navigazione», dice Schifani.

Secondo il presidente della Regione non era accettabile che il maggiore costo venisse trasferito automaticamente «sui siciliani, sulle imprese e sulle comunità delle isole minori».

La Giunta dovrà adesso adottare gli atti necessari per trovare una soluzione alternativa e rendere stabile quello che al momento è soltanto uno stop agli aumenti.

Aricò insiste invece sulla distinzione delle competenze.

«Va chiarito che gli aumenti adesso sospesi riguardavano esclusivamente i collegamenti regolati dalla convenzione statale e non quelli di competenza regionale».

Secondo l’assessore, sui servizi direttamente regionali non sono stati applicati aumenti tariffari dall’insediamento del governo Schifani.

Adesso Palazzo d’Orléans cercherà comunque di contribuire alla soluzione anche della partita nazionale.

 

Federalberghi: «Dal 2022 aumenti fino all’84%»

 

Prima della sospensione era arrivata una durissima protesta di Federalberghi Isole di Sicilia.

Il presidente Christian Del Bono aveva ricordato che il nuovo 18%, aggiunto agli aumenti accumulati dal giugno 2022, avrebbe portato secondo i calcoli dell’associazione la crescita complessiva delle tariffe fino all’84%.

«Nonostante i ripetuti allarmi lanciati da Federalberghi e dalle amministrazioni comunali dei territori insulari – aveva denunciato Del Bono poche ore prima dello stop – gli annunciati rincari del 18% sono puntualmente entrati in vigore».

Federalberghi aveva definito tardive le rassicurazioni della Regione, sottolineando che il problema era conosciuto da mesi e che già a maggio era emersa la necessità di trovare le risorse per evitare l’aumento.

Una critica con un punto politico preciso: la continuità territoriale non può dipendere ogni estate da una corsa dell’ultimo minuto alla ricerca delle coperture.

Perché nelle isole minori la nave non è un optional.

È una strada.

 

E mentre si parlava di tariffe è spuntata la Costanza

 

Fin qui il caro biglietti.

Ma nella nota diffusa dopo il vertice c’è un passaggio che merita molta attenzione e che apre un'altra storia.

Sns parla della possibilità di una «ottimizzazione degli assetti operativi» tra Pelagie e Pantelleria, resa possibile dall’entrata in servizio della nuova Costanza I di Sicilia.

E aggiunge che è allo studio una configurazione che potrebbe consentire di destinare alla linea di Pantelleria naviglio di maggiore capacità.

La frase non dice esplicitamente: “sposteremo Costanza I a Pantelleria”.

Ma è difficile non leggere dietro quelle parole l'ipotesi di una revisione dell'impiego della nuova nave.

Ed è un particolare tutt’altro che secondario.

 

La nave da quasi 143 milioni nata per le Pelagie

 

La Costanza I di Sicilia è il primo traghetto di proprietà della Regione Siciliana.

È stata appena inaugurata in pompa magna con il viaggio Porto Empedocle-Linosa-Lampedusa. È una nave da circa 140 metri, costruita da Fincantieri a Palermo, e l’investimento complessivo, dopo revisioni e varianti, è arrivato a sfiorare i 143 milioni di euro.

Il suo debutto era stato presentato come una svolta soprattutto per i collegamenti con le Pelagie.

Adesso, pochi giorni dopo, si parla già di un possibile diverso assetto della flotta e di naviglio di maggiore capacità destinato a Pantelleria.

Perché?

È questa la domanda.

 

I dubbi sulla compatibilità con Lampedusa e Linosa

 

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, sarebbero state sollevate alcune criticità tecniche nell’impiego della Costanza sulle Pelagie.

Una riguarda l’altezza della nave e la particolare posizione del porto di Lampedusa rispetto alla traiettoria degli aerei diretti all’aeroporto. Durante il viaggio inaugurale il traghetto avrebbe atteso in rada prima dell’ingresso in porto proprio per consentire alcuni movimenti aerei.

L'altro elemento riguarda il pescaggio, cioè la parte dello scafo immersa nell’acqua, di circa 5,1 metri. Una misura che potrebbe rendere più delicate le manovre, soprattutto a pieno carico e in determinate condizioni meteomarine, nei porti delle Pelagie.

Si tratta, è bene precisarlo, di criticità riportate dalla stampa e non indicate dalla Regione come causa ufficiale di un eventuale cambio di destinazione della nave.

Palazzo d’Orléans, almeno finora, non ha detto che la Costanza sia “inadatta” alle Pelagie.

Ma contemporaneamente viene messa ufficialmente sul tavolo una diversa organizzazione tra Pelagie e Pantelleria.

E le due cose, inevitabilmente, fanno nascere qualche domanda.

 

La Costanza finirà a Pantelleria?

 

L’ipotesi è dunque questa: la nuova nave regionale potrebbe essere utilizzata sulla Trapani-Pantelleria, mentre sulla Porto Empedocle-Linosa-Lampedusa continuerebbero a operare le unità già impiegate.

Per Pantelleria non sarebbe affatto una cattiva notizia.

Da anni l’isola chiede navi più moderne, capienti e affidabili, e la stessa nota delle compagnie richiama espressamente le «reiterate richieste» dell’amministrazione comunale pantesca.

Il problema è un altro.

Se la Costanza dovesse essere spostata perché più utile sulla linea di Pantelleria, si tratterebbe di una scelta operativa.

Se invece dovesse essere spostata perché presenta problemi strutturali o tecnici rispetto ai porti per i quali era stata progettata e acquistata, sarebbe tutta un'altra storia.

E su questo servono risposte precise.

 

Prestigiacomo attacca: «Non era idonea»

 

Italia Viva sostiene già la tesi più grave.

Prestigiacomo afferma che la nave non sarebbe stata idonea alla linea delle Pelagie e accusa il governo regionale di avere investito 143 milioni di euro in un mezzo che adesso dovrebbe essere “riciclato” su Pantelleria.

Sono accuse politiche molto pesanti e, allo stato, non costituiscono la spiegazione ufficiale fornita dalla Regione.

Proprio per questo la Giunta straordinaria potrebbe essere l'occasione per chiarire non soltanto come si intende evitare definitivamente il rincaro dei biglietti, ma anche quale sarà il futuro operativo della Costanza.

 

Prima vittoria sui biglietti, ma il conto resta aperto

 

La buona notizia, intanto, è semplice: l'aumento del 18% non si paga più.

Almeno per adesso.

È il risultato delle proteste delle comunità isolane, degli amministratori, delle associazioni economiche e dell'intervento della Regione.

Ma la questione economica resta aperta. Il costo dei carburanti non è diminuito durante la riunione con Aricò. La richiesta di riequilibrio della convenzione non è sparita. Le compagnie hanno semplicemente sospeso il trasferimento di quel costo sui biglietti mentre si cerca un'altra soluzione.

Bisognerà quindi vedere che cosa deciderà la Giunta e soprattutto quanti soldi pubblici serviranno per rendere definitiva la sospensione.

E poi c'è la nave.

Perché nel giro di pochi giorni la Sicilia è passata dalla grande festa per la Costanza I all’ipotesi di ridisegnarne l'impiego.

Per una nave da quasi 143 milioni di euro, capire dove può navigare, dove deve navigare e perché non sembra una domanda eccessiva.

Anzi. È probabilmente la prossima domanda da fare.