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15/08/2026 16:49:00

Da Campobello a Roma per le vacanze, ma la casa non esiste: trova il portone murato e spende mille euro

Partire da Campobello di Mazara con la famiglia, arrivare a Roma, trascinare valigie fino a Castro Pretorio e scoprire che la casa prenotata non c’è. Anzi, al suo posto c’è un portone murato.

È la vacanza decisamente poco romana capitata a Natalino, 59 anni, di Campobello di Mazara, che aveva organizzato per quattro persone un soggiorno di due notti nella Capitale. Risultato finale: quasi mille euro spesi, parecchia rabbia e una lezione che, purtroppo, arriva quando le valigie sono già sul marciapiede. La vicenda è stata raccontata da Open.

L’appartamento vicino a Termini che non c’era

Natalino aveva prenotato a fine giugno un appartamento nella zona di Castro Pretorio, a poca distanza dalla stazione Termini. Una posizione comoda per una famiglia che vuole trascorrere qualche giorno a Roma.

La prenotazione, secondo il suo racconto, era stata effettuata attraverso Booking.

Fin qui tutto normale. O almeno così sembrava.

Quando il 59enne è arrivato davanti all’indirizzo indicato nell’annuncio, però, la sorpresa: nessun appartamento ad attenderlo, ma un portone murato e un citofono coperto dalla plastica.

Altro che check-in.

Seicento euro per trovare un’altra sistemazione

Con quattro persone e i bagagli al seguito, Natalino ha dovuto cercare in fretta un posto dove dormire.

La nuova sistemazione è costata 600 euro per appena due notti.

Una cifra che si è aggiunta ai quasi 400 euro già versati per l’appartamento risultato inesistente. Facendo i conti, il breve soggiorno romano è così arrivato a costare quasi mille euro soltanto per dormire.

Una vacanza di due giorni diventata, insomma, molto più costosa del previsto.

Quel bonifico dopo la prenotazione

C’è poi il passaggio più delicato della vicenda.

Dopo avere effettuato la prenotazione attraverso Booking, Natalino racconta di avere ricevuto un messaggio in inglese nel quale gli veniva chiesto un bonifico bancario per confermare l’alloggio.

Le coordinate fornite facevano riferimento a una filiale bancaria in Calabria.

Il messaggio, secondo il 59enne, appariva sufficientemente credibile da non destare sospetti. Il pagamento è stato quindi effettuato e soltanto all'arrivo a Roma la famiglia ha scoperto che qualcosa era andato decisamente storto.

Natalino ha quindi segnalato quanto accaduto a Booking. Secondo quanto riferito da Open, la piattaforma avrebbe successivamente rimosso l’annuncio e riconosciuto al cliente quasi 200 euro nel wallet, utilizzabili per una futura prenotazione.

Booking: attenzione ai pagamenti fuori piattaforma

La vicenda ripropone un problema che durante l’estate diventa particolarmente insidioso: quello delle case vacanza fantasma e delle richieste di pagamento anomale.

Booking, nelle proprie indicazioni ufficiali sulla sicurezza, invita i viaggiatori a controllare sempre che qualsiasi richiesta di pagamento corrisponda alle condizioni indicate nella conferma della prenotazione. La stessa piattaforma indica come un serio campanello d’allarme le richieste di effettuare pagamenti fuori dal sito o dall’app ufficiale e raccomanda, in caso di dubbi, di contattare l’assistenza prima di trasferire denaro.

Una precauzione che sembra banale finché non ci si trova, come è successo a Natalino, davanti a un muro con le valigie in mano.

Perché nell'epoca delle prenotazioni con tre clic anche le truffe hanno imparato a viaggiare veloci. E qualche volta arrivano a destinazione prima dei turisti.



Native | 11/08/2026
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