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21/08/2026 10:52:00

Trapani: una firma per difendere il commercio di prossimità

Anche a Trapani si può firmare a favore della proposta di legge di iniziativa popolare per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità. 

La raccolta, promossa da Confesercenti, è aperta anche attraverso i canali messi a disposizione dal Comune - all' Ufficio Protocollo a Palazzo D'Alì, negli orari di apertura al pubblico - oltre che online sulla piattaforma del Ministero della Giustizia.

 

L'obiettivo è raggiungere le 50 mila firme necessarie per consentire alla proposta di arrivare all'esame del Parlamento. Il termine per sottoscriverla è fissato al 25 novembre 2026.

 

Cosa prevede la proposta

Il testo parte da un fenomeno che riguarda molte città italiane: la progressiva scomparsa dei negozi di vicinato. 

Secondo Confesercenti, nell'ultimo decennio sono scomparse circa 140 mila attività commerciali e più di mille Comuni non avrebbero più nemmeno un negozio alimentare.

La proposta punta a riconoscere al commercio una funzione che va oltre quella economica. 

Un negozio aperto significa servizi, relazioni, presidio del territorio e vita nei quartieri.

 

Tra le misure proposte ci sono le Zone Economiche Speciali di Prossimità, le ZESpro, aree urbane o periurbane nelle quali concentrare interventi a sostegno delle attività commerciali e dei servizi. 

Il disegno di legge prevede agevolazioni fiscali, contributi e semplificazioni amministrative, oltre a un fondo nazionale destinato alla rigenerazione urbana.

 

Previsto anche un Osservatorio nazionale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il compito di monitorare l'evoluzione del commercio di prossimità e l'efficacia degli interventi.

 

Non è quindi una proposta pensata soltanto per sostenere i commercianti. Il tema è evitare che la chiusura progressiva delle attività finisca per trasformare intere porzioni delle città in luoghi privi di servizi e di vita.

 

Cosa succede a Trapani?

A Trapani la raccolta firme assume un significato particolare.

Nel centro storico da mesi i commercianti contestano gli effetti dei lavori per il Bus Rapid Transit. 

Al centro delle proteste ci sono la riduzione dei parcheggi, le modifiche alla viabilità, le difficoltà di accesso alle attività e, secondo gli esercenti, la diminuzione della clientela.

 

A giugno è nato il Comitato Operatori e Commercianti del Centro Storico, al quale hanno aderito oltre cento attività. Gli operatori hanno chiesto all'amministrazione interventi per contenere gli effetti dei cantieri e maggiore attenzione alle conseguenze economiche della trasformazione della mobilità.

 

Il problema sollevato dai commercianti è soprattutto quello del periodo di transizione: quanto può resistere un'attività durante una trasformazione urbana prima di poter beneficiare degli eventuali vantaggi futuri?

È una domanda che si inserisce direttamente nel dibattito sulla rigenerazione urbana.

 

Il BRT nasce con l'obiettivo di modificare la mobilità cittadina e ridurre il peso del traffico privato. 

Ma una trasformazione di questo tipo produce conseguenze anche sul sistema commerciale. 

La questione, quindi, non è soltanto stabilire se il progetto sia giusto o sbagliato, ma capire come accompagnare le attività economiche mentre la città cambia.

 

Il Distretto Urbano del commercio

C'è poi un altro elemento che rende il tema ancora più attuale.

Il Comune di Trapani ha avviato la fase sperimentale per la costituzione del Distretto Urbano del Commercio, uno strumento pensato per sostenere il commercio di prossimità, migliorare l'attrattività delle aree urbane e favorire la collaborazione tra amministrazione, imprese e associazioni di categoria.

 

Da una parte, dunque, l'amministrazione lavora a strumenti per sostenere il commercio. Dall'altra, una parte degli operatori denuncia come la trasformazione della mobilità stia producendo nel breve periodo difficoltà per le attività.

 

Le due cose non sono necessariamente in contraddizione. Una città può avere bisogno di cambiare e, nello stesso tempo, avere bisogno di proteggere chi deve sopravvivere al cambiamento.

 

È questo il punto nel quale la proposta di legge sulle ZESpro incontra la vicenda trapanese. 

 

Non è una legge sul BRT e non nasce per affrontare i problemi del centro storico di Trapani. 

Ma porta dentro la discussione una domanda che riguarda direttamente la città: la rigenerazione urbana si misura soltanto dalle opere realizzate o anche dalla capacità di mantenere vivi i negozi, i servizi e le relazioni che esistono già?

 

La raccolta firme può essere effettuata negli uffici comunali individuati per la sottoscrizione oppure online attraverso la piattaforma del Ministero della Giustizia. La campagna nazionale proseguirà fino al 25 novembre.



Native | 11/08/2026
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