A Castellammare del Golfo la maggioranza del sindaco Giuseppe Fausto perde pezzi. E questa volta non si tratta di qualche malumore da corridoio o di una delle consuete fibrillazioni che accompagnano la vita delle amministrazioni comunali. Forza Italia passa all'opposizione e il quadro politico cambia: al sindaco restano nove consiglieri contro sette.
I numeri consentono ancora a Fausto di governare. Ma il margine si è fatto decisamente più stretto. E soprattutto viene meno uno dei pezzi politici che avevano sostenuto la sua amministrazione.
Nasce il gruppo "Forza Azzurri Castellammare del Golfo"
La rottura si è materializzata nell'ultima seduta del Consiglio comunale, dove è stato costituito un nuovo gruppo consiliare denominato "Forza Azzurri Castellammare del Golfo".
Ne fanno parte i consiglieri Giuseppe Norfo e Liboria Di Bartolo.
Di Bartolo ha lasciato il gruppo di Forza Italia, mentre Norfo, che ricopre anche il ruolo di consigliere provinciale, ha preso le distanze dal gruppo "È Ora Fausto Sindaco".
Una separazione che fotografa meglio di molti comunicati il clima all'interno della coalizione.
Anche Di Simone e Mercadante fuori dalla maggioranza
Ma non finisce qui. Anche gli altri due consiglieri riconducibili a Forza Italia, Brigida Di Simone e Antonio Mercadante, hanno assunto una posizione che non può più essere considerata organica alla maggioranza.
Il risultato politico è che quattro consiglieri dell'area azzurra si allontanano dal sindaco Fausto.
La maggioranza, che fino a qualche settimana fa appariva più larga, si ritrova quindi con appena nove consiglieri, mentre l'area di opposizione arriva a sette.
Non è ancora una crisi numerica irreversibile. Ma nove a sette significa che assenze, mal di pancia e votazioni delicate d'ora in avanti peseranno molto più di prima.
Lo scontro sulla Giunta e il caso Todaro
Alla base della crisi ci sono le tensioni maturate nei giorni scorsi tra Forza Italia e il sindaco.
Gli azzurri avevano chiesto una maggiore rappresentanza all'interno della Giunta comunale. Una richiesta politica alla quale Fausto ha risposto in maniera decisamente poco diplomatica: invece di aumentare il peso di Forza Italia nell'esecutivo, ha deciso di estromettere Giovanni Todaro, che era l'unico assessore riconducibile al partito.
Da lì la rottura.
Una richiesta di maggiore spazio si è trasformata, dunque, nella perdita dell'unico posto già occupato. Non proprio il risultato immaginato da Forza Italia quando aveva aperto la trattativa.
Fausto può governare, ma adesso ogni voto conta
Per Giuseppe Fausto comincia così una fase politica nuova.
Il sindaco conserva una maggioranza sulla carta sufficiente a proseguire l'amministrazione, ma non dispone più del cuscinetto politico dei mesi precedenti. Con nove consiglieri su sedici, ogni passaggio in Consiglio diventa più delicato.
Bilanci, variazioni, regolamenti e atti strategici saranno anche un test sulla reale tenuta del gruppo rimasto accanto al primo cittadino.
E c'è poi il problema politico, ancora più importante di quello aritmetico: capire se la rottura con Forza Italia sia definitiva oppure se nelle prossime settimane ci saranno tentativi di ricucire.
A Castellammare, insomma, l'estate politica si scalda proprio mentre quella meteorologica volge lentamente al termine. Fausto ha ancora i numeri per governare. Da oggi, però, dovrà contarli molto più spesso.