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24/08/2026 10:10:00

Difterite a Palermo, altri dieci positivi nella famiglia di Anna Rosa. Si stringe il cerchio sul contagio

Il caso della difterite a Palermo si allarga. Una decina di familiari di Anna Rosa Bartolotta, la bambina di quattro anni morta nei giorni scorsi all’Ospedale dei Bambini, sono risultati positivi ai tamponi per la difterite.

La buona notizia è che stanno bene: si tratta in gran parte di minori che avevano ricevuto almeno una dose di vaccino o avevano completato il ciclo previsto. Dovranno comunque restare in isolamento e sotto sorveglianza sanitaria.

Intanto l’indagine epidemiologica dell’Asp continua. Si cerca di capire chi abbia portato il batterio all’interno del nucleo familiare e l’ipotesi considerata più probabile è quella di un portatore sano, capace di trasmettere l’infezione senza manifestare sintomi.

 

Dieci nuovi positivi, molti sono bambini

A far emergere i nuovi casi è stata l’attività di screening avviata dall’Asp di Palermo dopo la morte di Anna Rosa.

I tamponi effettuati sui familiari hanno dato circa dieci risultati positivi. La maggior parte riguarda bambini e ragazzi.

Secondo quanto emerge dagli accertamenti, tutti avevano ricevuto almeno parte delle vaccinazioni previste. Uno dei ragazzi, di 12 anni, aveva già completato il ciclo vaccinale indicato per la sua età.

Ed è un elemento tutt’altro che secondario: pur risultando positivi, non hanno sviluppato le gravissime complicazioni che hanno portato alla morte Anna Rosa, che invece non era vaccinata.

I positivi dovranno comunque rispettare l’isolamento per evitare nuovi contagi.

 

Migliora il cuginetto di quattro anni

Continuano nel frattempo a migliorare le condizioni del cuginetto di Anna Rosa, anche lui di quattro anni e ricoverato all’Ospedale dei Bambini dopo essere risultato positivo alla difterite.

Il piccolo aveva ricevuto le prime tre dosi previste dal calendario vaccinale.

Nel suo caso la malattia si è presentata in maniera decisamente più lieve: febbre, mal di gola e placche, senza le complicazioni devastanti che si sono verificate nella cuginetta.

Gli esami avevano inoltre evidenziato la presenza di anticorpi antidifterici a livelli protettivi.

Anche alcuni fratellini di Anna Rosa avevano ricevuto in passato qualche dose di vaccino e sono stati sottoposti ai richiami necessari.

 

Il nodo della profilassi antibiotica

C’è però un altro aspetto sul quale l’Asp vuole fare chiarezza.

La positività di alcuni familiari è emersa nonostante, in quanto contatti stretti della bambina, avrebbero già dovuto iniziare la profilassi antibiotica prevista dai protocolli.

Gli accertamenti dovranno quindi stabilire se la terapia sia stata effettuata correttamente e nei tempi prescritti oppure se vi siano stati ritardi o interruzioni.

Il Dipartimento di prevenzione sta controllando a tappeto i componenti della famiglia e tutti i contatti più stretti.

La profilassi è stata estesa anche alle persone entrate in contatto con i familiari durante le indagini, compresi alcuni agenti di polizia impegnati negli interrogatori e nella ricostruzione degli spostamenti.

La priorità, adesso, è una: interrompere ogni possibile nuova catena di contagio.

 

Si cerca il “paziente zero”

Parallelamente prosegue la ricerca dell’origine dell’infezione.

L’indagine si sta concentrando su un nucleo familiare allargato di circa quaranta persone. Ricostruire la catena dei contatti, però, non è semplice.

Medici e operatori sanitari stanno cercando di mettere insieme incontri, spostamenti e possibili occasioni di trasmissione.

Il direttore generale dell’Asp di Palermo, Alberto Firenze, ha spiegato che il cerchio si sta stringendo progressivamente attorno alla persona che potrebbe avere contagiato Anna Rosa.

Secondo il responsabile del Dipartimento di prevenzione, Bruno Marsala, una delle ipotesi più probabili è che all’origine dell’infezione ci sia stato un portatore sano, cioè una persona capace di ospitare e trasmettere il batterio senza avere sintomi evidenti.

 

Il caso che ha riaperto l’allarme vaccini

La morte della bambina ha riportato improvvisamente la difterite al centro dell’attenzione.

Anna Rosa, quattro anni, viveva nel quartiere Zen di Palermo e non era vaccinata contro la malattia. Dopo alcuni accessi alle strutture sanitarie e un rapido peggioramento delle condizioni, era stata ricoverata all’Ospedale dei Bambini, dove era morta per le gravissime complicazioni dell’infezione.

Sulla vicenda sono aperte due inchieste.

La Procura ordinaria ha iscritto i genitori nel registro degli indagati per omicidio colposo, per verificare se la mancata vaccinazione abbia avuto un ruolo determinante nella morte della figlia. La Procura per i minorenni ha invece avviato un procedimento per valutare la responsabilità genitoriale anche rispetto agli altri figli della coppia.

Sono inoltre partiti controlli nelle scuole della zona nord di Palermo per verificare la situazione vaccinale dei bambini.

 

Dopo la tragedia, boom di richieste

E mentre l’Asp ricostruisce la catena dei contagi, nei centri vaccinali palermitani continua la corsa ai richiami.

Le strutture sanitarie si preparano a un ulteriore aumento delle richieste e sono state potenziate le scorte. L’indicazione dell’Asp è di presentarsi ai centri anche senza prenotazione quando occorre recuperare vaccinazioni mancanti.

È il paradosso che accompagna questa vicenda dall’inizio.

Una malattia che sembrava scomparsa è tornata a circolare. Una bambina non vaccinata è morta, mentre almeno dieci suoi familiari vaccinati sono risultati positivi senza sviluppare, finora, forme gravi della malattia.

Un dato che, più di molte discussioni, racconta perché la prevenzione continua a fare la differenza.



Native | 11/08/2026
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