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01/09/2026 12:48:00

Incendi in Sicilia, è morto il ragazzo di 26 anni rimasto ustionato

Non ce l'ha fatta Salvatore Giglia, il giovane di 26 anni rimasto gravemente ustionato nell'incendio divampato due giorni fa a Ciminna, nel Palermitano. Il giovane è morto nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Civico di Palermo, dove era ricoverato in condizioni gravissime.

Giglia era rimasto coinvolto nel vasto incendio che aveva interessato il territorio di Ciminna. Secondo quanto ricostruito, aveva cercato di fronteggiare le fiamme che stavano raggiungendo la sua campagna e la sua villetta, riportando gravi ustioni.

Trasportato all'ospedale Civico di Palermo, era stato ricoverato in Rianimazione. Dopo due giorni è arrivata la notizia della sua morte.

 

Il cordoglio del sindaco: sarà lutto cittadino

La notizia ha scosso profondamente Ciminna. Il sindaco Vito Filippo Barone ha annunciato che in occasione dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino.

«La nostra comunità è oggi profondamente colpita dalla prematura scomparsa di Salvatore Giglia, giovane di appena 26 anni – afferma il sindaco –. Di fronte a una perdita così dolorosa e ingiusta, le parole sembrano non essere sufficienti. È difficile accettare che una vita così giovane, con ancora tanti sogni, progetti e speranze davanti a sé, sia stata spezzata così presto».

Il primo cittadino ha espresso la vicinanza dell'intera comunità «alla famiglia, agli amici e a tutte le persone che gli hanno voluto bene e che oggi ne piangono la scomparsa».

 

Schifani: «Se incendio doloso, responsabili puniti con la massima severità»

Sulla tragedia è intervenuto anche il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.

«La morte di Salvatore Giglia, a soli 26 anni, colpisce profondamente tutti noi. Ha perso la vita mentre cercava di difendere la sua terra e la sua casa dalle fiamme. Alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutta la comunità di Ciminna esprimo la mia vicinanza e il più sincero cordoglio di tutti i siciliani».

Schifani pone poi l'accento sulle cause dell'incendio, che dovranno essere accertate: «Al dolore si aggiunge una rabbia profonda. Se sarà accertata la natura dolosa dell'incendio, i responsabili dovranno essere individuati e puniti con la massima severità prevista dalla legge».

«Chi appicca un incendio non compie una bravata – prosegue il presidente della Regione –: mette deliberatamente a rischio vite umane, distrugge territori, minaccia case e comunità intere. Di fronte a comportamenti di questa gravità non possono esserci attenuanti, indulgenze o esitazioni. Servono pene esemplari, controlli serrati e un'azione dello Stato inflessibile contro chi usa il fuoco come strumento di devastazione e di morte».