Bilancio Trapani, il sì dell’opposizione: «Non abbiamo salvato Tranchida»
L’approvazione del Bilancio di previsione 2026-2028 del Comune di Trapani apre un nuovo capitolo dello scontro politico a Palazzo Cavarretta.
Il documento è passato con 17 voti favorevoli su 17 consiglieri presenti, ma l’opposizione chiarisce che il voto non rappresenta alcun sostegno all’amministrazione Tranchida.
«Abbiamo scelto la responsabilità verso Trapani, non il sostegno all’Amministrazione», affermano i consiglieri di minoranza.
Il Bilancio è arrivato in aula dopo mesi di ritardo e l’intervento del commissario ad acta Giovanni Cocco, che aveva fissato al 6 settembre il termine ultimo per l’approvazione, prospettando in caso contrario l’intervento sostitutivo e lo scioglimento del Consiglio.
Ed è proprio questo, secondo l’opposizione, il motivo della scelta di votare a favore. Bocciare il documento avrebbe infatti significato rischiare lo scioglimento dell’Aula, lasciando invece sindaco e Giunta al loro posto.
«Non abbiamo alcuna intenzione di regalare a Tranchida un Consiglio comunale commissariato e un’opposizione fuori dall’Aula», spiegano i consiglieri.
Gli emendamenti
La minoranza rivendica però di avere utilizzato gli spazi disponibili per modificare alcune priorità del documento. Gli emendamenti hanno riguardato Villa Rosina, cimitero, viabilità, manutenzione delle strade, servizio idrico.
Risorse già presenti nel bilancio sono state spostate tra diversi capitoli.
L’opposizione parla di «segnali necessariamente parziali, ma politicamente chiari», attraverso i quali provare a incidere sulle emergenze della città.
Una posizione che si contrappone alla lettura della maggioranza e del Pd, che hanno invece presentato l’approvazione come un passaggio necessario per tornare alla programmazione ordinaria e dare attuazione agli interventi previsti.
«Non abbiamo salvato l’Amministrazione»
La minoranza respinge quindi qualsiasi interpretazione del voto come una prova di forza della maggioranza.
«Se avessero avuto i numeri per approvare il loro bilancio, non avrebbero avuto bisogno della responsabilità dell’opposizione», sostengono i consiglieri, accusando amministrazione e Pd di voler «capovolgere la realtà».
Il messaggio politico è dunque chiaro: votare il Bilancio non significa condividere l’azione di governo.
«Non abbiamo salvato questa Amministrazione. Abbiamo tutelato Trapani e abbiamo scelto di restare in campo», conclude l’opposizione.
La partita, quindi, non si chiude con il voto sul Bilancio.
La minoranza promette di continuare a controllare l’amministrazione, proporre modifiche e costruire «un’alternativa seria e credibile» per il governo della città.
Il prossimo scontro previsto sarà quello sulle decadenze, calendarizzato per il prossimo 16 settembre.
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