Castelvetrano, le case in svendita e gli affitti alle stelle
Infilatevi dentro una via qualsiasi, davvero una via qualsiasi di Castelvetrano – soprattutto nel centro storico. E guardatevi attorno. Vi accorgerete, se non l'avete già fatto, di quante porte, finestre e balconi espongono oggi un cartello con scritto Vendesi. L’intero paese – pare – è sulla piazza. Castelvetrano è, in un certo senso, tutta in vendita.
E non si tratta soltanto di un’impressione. Una ricerca veloce su una delle principali piattaforme di annunci immobiliari ci dà subito una misura del fenomeno. Su Immobiliare.it, per esempio, ci sono circa 630 annunci di case in vendita a Castelvetrano, un numero che sale a quasi 700 se si considerano anche gli immobili commerciali. Di queste, però, sempre secondo il portale, soltanto 16 sono nuove costruzioni.
Considerando il numero di residenti in paese, e facendo un rapido calcolo, risultano esserci oggi quasi 21,5 annunci di immobili residenziali ogni mille abitanti.
Cosa ci dice questo dato? Ci dice una cosa interessante. E cioè che il paese si sta letteralmente contraendo. Ed è una contrazione che è pure, anzi forse prima di tutto, economica. Perché se il “mattone”, in un contesto economico sano, rappresenta un bene rifugio, una garanzia – a Castelvetrano è facile che diventi un investimento a perdere.
Il divario è enorme, tra la valanga di immobili sul mercato e una domanda debolissima. E le prospettive poco felici. Pesa infatti uno spopolamento cronico, che negli ultimi dieci anni ha visto svanire migliaia di abitanti dai registri ufficiali (che per altro non tengono conto della fuga dei fuori sede, partiti per studio o lavoro e difficilmente destinati a tornare).
Non è un caso, quindi, se negli ultimi cinque anni il prezzo degli immobili in vendita è sceso del 7,6% (-16,7%, se guardiamo dal 2018 a oggi). Una dinamica in netto contrasto con il resto del Paese, dove i prezzi sono invece cresciuti in media del 14,3%. E se è vero che in un momento storico di rialzi ingestibili, un qualsiasi aumento di prezzo può essere percepito come una cattiva notizia, in realtà – nel caso del mercato immobiliare – la logica è diversa.
Una crescita sana del valore degli immobili funziona infatti da strumento di protezione patrimoniale che può distribuire valore sociale sul territorio (se si sceglie di seguire un approccio equo, ovviamente), che muove il lavoro locale e àncora le persone al proprio paese. Ciò a cui assistiamo a Castelvetrano, invece, è un doppio binario pericoloso: da un lato il prezzo di vendita degli immobili crolla, il che rende rischioso ogni possibile investimento; dall’altro si continua a speculare sugli affitti brevi turistici, di fatto nella convinzione che il guadagno (elevato sì, ma) temporaneo sia equiparabile a quello che potrebbe portare lo sviluppo economico a lungo termine.
A confermare questa distorsione è il mercato degli affitti. Applicando gli stessi parametri, negli ultimi cinque anni il costo degli affitti ha registrato un’impennata del 65,1%. Oggi affittare una casa a Castelvetrano può costare, a una famiglia di quattro componenti, fino a 600 € al mese. Nelle zone più vicine al mare, l’affitto supera talvolta i 2000 € al mese. Il più delle volte, i locatori preferiscono l’affitto stagionale.
Eppure, nel frattempo, la politica locale sembra arenarsi su questioni marginali – che suonano spesso come i capricci di chi già vive in una condizione di benessere. Come il decoro, le strade pulite, le sagre organizzate e quelle dimenticate, la maggioranza che regge, la maggioranza che trema… Un chiacchiericcio scollato dalla realtà, che non guarda – chissà se intenzionalmente – all’evidenza dei fatti. Ovvero che senza una visione sul lavoro, sui servizi, sul diritto stesso di restare qui, stiamo semplicemente assistendo inerti alla progressiva estinzione di un’intera comunità.
Daria Costanzo
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