L’artigianato siciliano scommette su innovazione e transizione digitale. Secondo i dati dell’Osservatorio Medie e piccole imprese (Mpi) di Confartigianato, nel primo trimestre del 2025 sono 936 le imprese digitali artigiane operative in Sicilia, in crescita dell’8,9% rispetto allo stesso periodo del 2020. Un segnale chiaro di come il comparto stia evolvendo verso modelli di business più tecnologici e moderni.
Il nodo delle competenze
Nonostante il trend positivo, il principale ostacolo resta il reperimento di personale qualificato. Il 43,8% delle entrate previste dalle imprese siciliane richiede competenze digitali avanzate e legate all’Intelligenza artificiale, ma le aziende incontrano forti difficoltà nel trovare candidati con un profilo idoneo.
Trapani maglia nera
A livello territoriale, la situazione più critica si registra nella provincia di Trapani: la quota di introvabilità per i profili digitali sale al 51,4%, superando la media regionale di 7,6 punti percentuali.
La voce di Confartigianato
«I numeri descrivono un comparto dinamico e reattivo, capace di cogliere le opportunità offerte dall’innovazione e dall’Intelligenza artificiale per far crescere il nostro tessuto produttivo», dichiara Emanuele Virzì, presidente di Confartigianato Imprese Sicilia. «Tuttavia, la forte difficoltà nel reperire figure professionali preparate rischia di diventare un freno alle ambizioni di sviluppo delle nostre micro e piccole imprese».
La sfida della formazione
Per Virzì è indispensabile «accelerare sul fronte della formazione e del dialogo con i territori, partendo dalle realtà dove la carenza si fa sentire maggiormente, per garantire alle aziende le risorse umane necessarie per continuare a competere».