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30/09/2026 09:14:00

Scoperto in Sicilia un laboratorio dei falsi, e c'erano anche lavoratori in nero

Maglie e capi sportivi con i marchi contraffatti di squadre di calcio e team di Formula 1. E persino un piccolo laboratorio per personalizzare sul momento gli articoli acquistati dai clienti. La Guardia di Finanza ha scoperto a Cefalù un'attività commerciale nella quale lavoravano anche tre persone completamente in nero.

L'operazione è stata condotta dai finanzieri della Tenenza di Cefalù dopo un'attività di osservazione sull'esercizio commerciale.

Secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle, i tre dipendenti presenti non risultavano regolarmente assunti: per loro non era stata effettuata la comunicazione preventiva al Centro per l'impiego.

 

Maglie di calcio e Formula 1 contraffatte

Durante il controllo i finanzieri hanno trovato centinaia di capi di abbigliamento sportivo esposti e destinati alla vendita.

Si trattava di prodotti riconducibili a note squadre di calcio italiane e straniere e a team di Formula 1. Dall'esame di loghi ed etichette, la Guardia di Finanza ha rilevato la contraffazione dei marchi.

Ma nel negozio c'era anche un sistema per realizzare direttamente le personalizzazioni richieste dai clienti.

 

Le presse per personalizzare i falsi

Attraverso due presse termiche, sui capi potevano essere applicati a caldo sticker e transfer con i loghi di diversi brand.

Gli adesivi, secondo quanto ricostruito dai finanzieri, venivano realizzati direttamente all'interno dell'attività attraverso una stampante plotter. Una sorta di piccolo “laboratorio del falso” che permetteva di preparare e personalizzare gli articoli.

Al termine dell'operazione sono stati sequestrati 660 capi di abbigliamento e 316 sticker e transfer con marchi ritenuti contraffatti, oltre alle apparecchiature utilizzate per la produzione.

 

Attività sospesa, denunciato il titolare

Il titolare dell'impresa è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Termini Imerese.

È scattata anche la sospensione dell'attività disposta dall'Ispettorato territoriale del lavoro: i lavoratori in nero superavano infatti il 10% della forza lavoro presente al momento del controllo.

Le contestazioni si trovano nella fase degli accertamenti e le eventuali responsabilità penali dovranno essere definitivamente stabilite in giudizio.