Trapani, il PEF non passa in consiglio e spunta la rinuncia ai gettoni
Il quinto appuntamento del consiglio comunale di Trapani e terzo nel quale si sarebbe dovuto discutere del PEF che però non si preleva, ha prodotto un documento politico che propone ai consiglieri di rinunciare al gettone di presenza, da ora a dicembre, trasformare la rinuncia in un atto di indirizzo collegato al PEF.
Perché mentre Palazzo Carretta litiga e sembra avere ormai lo sguardo concentrato soprattutto sulla partita delle decadenze, ci sono 15 lavoratori di Formula Ambiente che rischiano il posto.
Il consiglio del 29 settembre
La seduta di ieri sera si é già aperta con un fatto piuttosto irrituale: il presidente Alberto Mazzeo legge in Aula il verbale della conferenza dei capigruppo di lunedì.
Una scelta che serve a chiarire che l'aggiornamento della seduta precedente era stato deciso con il coinvolgimento della maggioranza, sebbene dallo stesso verbale emerga come i consiglieri tranchidiani avessero chiesto più volte di affrontare il PEF.
E c'è un altro dettaglio politico. Nel verbale il presidente si era impegnato a proporre personalmente, nella seduta successiva, il prelievo del PEF.
Ieri, invece, la decisione viene rimessa ai consiglieri, nonostante anche le forze sindacali si fossero rivolte e appellate al presidente del consiglio,visto che anche dal PEF dipende la vertenza sul licenziamento dei 15 lavoratori di Formula Ambiente.
È da qui che riparte una serata che finirà ancora una volta senza affrontare il punto più urgente.
La proposta della dem Marzia Patti di invertire l'ordine dei lavori e discutere subito PEF e Tari 2026 viene bocciata: 11 voti favorevoli e 12 astensioni dell'opposizione. Dall'opposizione qualcuno intravede fratture nella frangia del Gruppo Misto, ma le mosse successive vanno in tutt'altra direzione.
Il Piano resta dunque al suo posto, mentre la vertenza Formula Ambiente continua a consumare tempo.
E qui si inserisce un altro elemento della serata.
La presenza di Gino Petrusa, supplente della vice segretaria ma ieri sera chiamato a svolgere il ruolo tecnico, sembrava potesse offrire all'Aula la possibilità di proseguire anche sul procedimento delle decadenze, tema catalizzatore di gran parte dell'attenzione politica.
Così, bocciato il prelievo del PEF, la seduta finisce per incagliarsi nuovamente.
Si arriva alla verifica del numero legale, che manca e il consiglio viene sospeso e riconvocato per le 23.15.
Nel frattempo, però, Petrusa lascia il Palazzo. Ha espletato il proprio ruolo tecnico e non intende farsi trascinare nella vicenda politica delle decadenze. Venuta meno anche questa possibilità, l'Aula si ritrova ancora una volta a fare i conti con la propria paralisi e si aggiorna nuovamente a stasera.
E mentre la politica si divide sulle procedure, fuori dalla sala resta la questione concreta: Formula Ambiente.
Durante il consiglio, il sindaco Giacomo Tranchida ha lanciato l'allarme sui possibili effetti della vertenza, evocando il rischio che Trapani possa essere invasa dai rifiuti e richiamando la situazione dei 15 lavoratori che rischiano il licenziamento. Sul servizio pesa inoltre un disavanzo indicato in circa 250 mila euro e senza una soluzione sul PEF diventa sempre più difficile garantire l'attuale livello delle prestazioni.
Concretamente: approvare il PEF adesso, significa rassicurare Formula Ambiente per una copertura economica di prospettiva per il 2027 e poter concretamente avviare un raffreddamento della vertenza per gli ultimi 3 mesi del 2026, trovando così una soluzione di equilibrio con l'azienda per garantire i posti di lavoro e i servizi.
Indennità e gettoni di presenza
Da qui la proposta politica di Salvatore Daidone: niente PEF, ma sindaco e giunta diminuiscano le indennità.
Palla al balzo colta da , di "Amo Trapani", che ha proposto che il consiglio desse l'esempio: i consiglieri rinuncino tutti ai gettoni di presenza da ora a dicembre, come già hanno fatto tutta la maggioranza più Grazia Spada per le sedute del 21 e 24 settembre.
Ma la proposta di Peppe Guaiana - l'unico consigliere a non aver aumentato il proprio gettone proporzionalmente all'indennità del sindaco - é caduta nel vuoto.
Oggi però c'è un documento ufficiale.
La proposta messa nero su bianco da Giuseppe Guaiana è trasformare la rinuncia alle indennità in un atto di indirizzo collegato al PEF.
Ma c'è una condizione decisiva: il documento prevede che l'impegno venga assunto all'unanimità dal Consiglio comunale.
Il riferimento è all'articolo 29 del regolamento del Consiglio comunale, che consente durante la discussione di presentare ordini del giorno da sottoporre al voto dell'Aula.
Al momento hanno apposto la propria firma Enzo Guaiana, Marzia Patti, Monica Desideri, Santo Vassallo, Giovanni Parisi, Angela Grignano e Totò Braschi. L'obiettivo è arrivare alla firma di tutti i consiglieri.
Un gesto politico, certamente. Ma anche una prova di unità che verrà presentata probabilemente nella seduta di stasera.
Il problema è che il tempo, per Formula Ambiente, non è simbolico.
I lavoratori presenti ieri sera in Aula hanno assistito ancora una volta a una discussione che non ha prodotto il voto sul PEF e non ha dato risposte al rischio del licenziamento.
La politica continua a discutere di decadenze, procedure, maggioranze e numeri e non discute della vita reale, fuori dai palazzi del potere, che non si misura in gettoni, commissioni ed elettori.
La vita vera, che non ha bisogno di risposte populiste ma di soluzioni che attraversino la complessità reale.
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