Lo sciopero dei tir in Sicilia prosegue e potrebbe durare ancora diversi giorni.
Lo sciopero dei tir in Sicilia prosegue e potrebbe durare ancora diversi giorni. Il Comitato trasportatori siciliani è pronto a mantenere il fermo fino al 27 ottobre se dal governo nazionale non arriveranno impegni formalizzati. Una prima occasione per sbloccare la vertenza è il tavolo previsto martedì 20 ottobre a Milano, con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e una delegazione degli autotrasportatori dell’Isola.
Il Comitato: per ripartire servono le firme
La disponibilità al confronto apre uno spiraglio, ma la revoca della protesta resta legata all’esito della trattativa. Il coordinatore del Cts, Salvatore Bella, chiede che gli impegni siano messi nero su bianco: senza la firma di un protocollo, il fermo continuerà.
«Un semplice comunicato o una dichiarazione d’intenti non possono bastare», sottolinea il Comitato, che ha ringraziato il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e il vicepresidente della Regione Luca Sammartino per l’intervento a Roma a sostegno delle richieste della categoria.
Schifani sente Salvini: martedì il confronto a Milano
Nella mattinata di sabato 17 ottobre, il presidente della Regione Renato Schifani ha avuto un colloquio telefonico con Salvini, che il giorno precedente aveva già incontrato Sammartino.
Secondo quanto annunciato da Schifani, al tavolo di Milano parteciperanno anche i rappresentanti degli autotrasportatori siciliani. Il presidente della Regione ha giudicato positivamente il confronto con il ministro e ha annunciato che il governo regionale metterà a disposizione risorse contro il caro carburante attraverso le variazioni di bilancio all’esame dell’Assemblea regionale siciliana. Un impegno che dovrà adesso tradursi in misure e tempi di attuazione.
Dai 104 milioni arretrati agli aiuti sul gasolio
Al centro della vertenza c’è la richiesta di sbloccare circa 104 milioni di euro di pagamenti arretrati, legati ai contributi del programma Sea Modal Shift. Il Comitato domanda inoltre altri 70 milioni per l’annualità 2026/2027.
Sul fronte del gasolio, i trasportatori chiedono di rendere immediatamente utilizzabili nel cassetto fiscale 430 milioni di euro relativi alle domande già presentate e di stanziare ulteriori 400 milioni per coprire almeno quattro mesi rimasti senza sostegno.
C’è anche una richiesta di rappresentanza: il Cts vuole partecipare stabilmente ai tavoli istituzionali sulla mobilità e sui trasporti, compresa la nuova Consulta, per portare direttamente le esigenze delle imprese del Mezzogiorno.
La protesta al porto di Palermo
A Palermo gli autotrasportatori hanno manifestato davanti al molo Santa Lucia. La mobilitazione è stata organizzata lasciando i camion nei piazzali aziendali e prevedendo il mancato ritiro dei semirimorchi dalle navi. Davanti al varco portuale si è svolto un presidio, con rallentamenti alla circolazione.
A pesare sulle imprese, spiegano i promotori, sono soprattutto il costo del gasolio e quello dei collegamenti marittimi. Il protrarsi del fermo, avverte Bella, può avere ripercussioni sul trasporto delle merci e sui rifornimenti della grande distribuzione. Anche per questo il confronto di martedì diventa un passaggio decisivo: dalla trattativa dipendono i tempi della ripresa delle consegne.
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