È botta e risposta a Gibellina tra maggioranza e minoranza dopo la seduta del Consiglio comunale che ha approvato il Rendiconto 2025. Al centro dello scontro, le modalità di inserimento di tre punti all’ordine del giorno, contestate dalla minoranza guidata da Giuseppe Fazzino, che ha parlato di difformità rispetto al regolamento e definito «una forzatura» la trattazione del rendiconto.
La maggioranza respinge le accuse, sostenendo che la discussione sul documento contabile fosse già stata calendarizzata e che il rendiconto fosse stato approvato nei giorni precedenti dalla Commissione bilancio, anche con il voto della minoranza.
Le accuse sulla procedura
Nel replicare alle contestazioni, il gruppo di maggioranza accusa l’opposizione di alimentare una «narrazione improvvisata». A sostegno della propria posizione, richiama anche l’approvazione in Consiglio comunale delle Linee strategiche di mandato 2026-2031, votate anche dalla minoranza, che durante la campagna elettorale le aveva invece duramente contestate.
Tari, rottamazione e definizione agevolata
La maggioranza rivendica inoltre i risultati raggiunti in aula, a partire dalla riduzione della Tari, sottolineando la volontà di garantire trasparenza nella comunicazione ai cittadini. «Ogni famiglia ha il diritto di capire perché paga e quanto, ed è per questo che il dato va spiegato con precisione», afferma il gruppo.
Nel corso della seduta sono stati discussi e approvati anche la rottamazione quinquies e il regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali. Provvedimenti che la maggioranza inserisce nel quadro di un nuovo metodo amministrativo, ritenuto capace di introdurre maggiore chiarezza nella gestione delle risorse comunali.
La replica all’opposizione
La presa di posizione si conclude con un affondo rivolto ai consiglieri di minoranza Vito Bonanno e Giuseppe Fazzino. «È evidente che questo nuovo metodo amministrativo abbia creato più di qualche malumore in chi, fino a poco tempo fa, era abituato a occupare ben altre posizioni», sostiene la maggioranza, che invita infine i due consiglieri a una maggiore coerenza e a una lettura degli atti «accompagnata dall’interpretazione e dalla traduzione» dei documenti fondati su norme e disposizioni.