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20/10/2026 12:14:00

Trapani, evade dal carcere facendo un buco nel muro. Preso mentre aspetta l'autobus


Ha bucato la parete della cella, superato il muro di cinta del carcere ed è riuscito a scappare. Ma la sua fuga è durata appena tre ore. Un detenuto del carcere Pietro Cerulli di Trapani è evaso nella notte tra lunedì e martedì, per poi essere rintracciato dagli agenti della Polizia penitenziaria mentre aspettava un autobus in via Marsala.


L'evasione è avvenuta intorno alle 4 di questa mattina, martedì 20 ottobre. Il detenuto, un uomo di origine straniera residente a Roma, si trovava nel reparto Mediterraneo dell'istituto penitenziario. Era sottoposto al regime di sorveglianza particolare previsto dall'articolo 14-bis dell'ordinamento penitenziario.
Il buco nella parete e la fuga dal carcere
Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo si trovava da solo nella propria cella proprio in ragione del regime di sorveglianza cui era sottoposto.


Avrebbe praticato un foro in una parete che si affaccia su un'area esterna del padiglione, riuscendo così a uscire dalla cella. Successivamente avrebbe superato il muro di cinta del penitenziario, facendo perdere le proprie tracce.
Una volta scoperta l'evasione, è scattato l'allarme e sono iniziate le ricerche.

La fuga è terminata intorno alle 7.10, quando gli agenti della Polizia penitenziaria hanno individuato il detenuto in via Marsala, nei pressi del passaggio a livello, a circa due chilometri e mezzo dal carcere.
L'uomo stava per salire su un autobus, probabilmente nel tentativo di allontanarsi dalla città. È stato immediatamente bloccato e riportato nell'istituto penitenziario.

L'episodio riaccende le polemiche sulle condizioni di sicurezza del carcere trapanese. 
I dati pubblicati dal Ministero della Giustizia, aggiornati al 9 settembre 2026, indicavano 567 detenuti a fronte di 555 posti regolamentari, dei quali 76 non disponibili. Al 31 agosto risultavano inoltre 258 agenti di Polizia penitenziaria effettivi rispetto ai 308 previsti.
Non è la prima evasione recente dal Pietro Cerulli. Lo scorso 12 luglio un altro detenuto era riuscito a fuggire durante un trasferimento al pronto soccorso dell'ospedale Sant'Antonio Abate, prima di essere rintracciato e arrestato.
Questa volta, però, la vicenda solleva interrogativi ancora più seri: come ha fatto un detenuto sottoposto a sorveglianza particolare a praticare un foro nella parete della propria cella e ad attraversare il muro di cinta senza essere fermato?
È uno degli aspetti che dovranno essere chiariti nelle verifiche sull'accaduto.