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20/10/2026 11:39:00

Nautica, Trapani prepara il piano di rilancio: «Il bacino di carenaggio va recuperato»

La nautica trapanese prova a costruire una strategia per il futuro, partendo dalle criticità che frenano lo sviluppo del comparto e dalle opportunità di una filiera che coinvolge cantieristica, servizi, formazione e ricerca.

 

 All’Antico Lazzaretto di Trapani si è svolto il tavolo promosso dal GAL Pesca Trapanese, con il supporto della Sezione di Trapani della Lega Navale Italiana e del Distretto Nautico del Mediterraneo.

L’obiettivo è arrivare a un documento programmatico costruito insieme alle imprese, da presentare il 29 ottobre al Seacily, il salone nautico in programma a Castellammare del Golfo fino al primo novembre. 

 

Il percorso rientra nella Strategia Blu Trapani 2028-2034, dedicata allo sviluppo dell’economia del mare.

«Non una stima fatta a tavolino, ma un lavoro costruito con un metodo scientifico», ha spiegato Giampiero Cappellino, direttore del GAL Pesca Trapanese, illustrando il ricorso alla metodologia Open Space Technology per raccogliere le proposte degli operatori e trasformarle in un programma di interventi.

 

Fondali e bacino di carenaggio, le criticità

Tra i problemi segnalati c’è l’escavazione dei fondali. Gli operatori riferiscono di richieste per imbarcazioni con pescaggi tra 3,90 e 4,10 metri che non possono essere accolte, nonostante la disponibilità di banchine e servizi a terra. Una limitazione che rischia di penalizzare non soltanto le attività portuali, ma anche ristorazione, commercio nautico e servizi collegati.

 

A richiamare l’attenzione sul porto di Trapani è stato anche Gaspare Panfalone, presidente della Riccardo Sanges & C., che ha denunciato la perdita di un’infrastruttura considerata strategica: il bacino di carenaggio, oggi fermo.

«Con il bacino di carenaggio Trapani ha perso un asset fondamentale», ha dichiarato Panfalone, ricordando il ruolo che la struttura ha avuto per le professionalità locali, dagli elettricisti ai carpentieri fino agli operai specializzati, conosciuti in passato in tutto il Mediterraneo.

La proposta è adottare un provvedimento che vincoli il bacino alla portualità trapanese e avviare un lavoro comune per recuperarne la funzione. 

Una questione che riguarda il futuro della cantieristica e le opportunità occupazionali legate alla manutenzione e alla riparazione navale.

 

Concessioni e investimenti, serve coordinamento

Al tavolo sono stati invitati circa 110 operatori tra imprese della cantieristica, servizi nautici, gestione dei marina e refitting, oltre a rappresentanti della formazione e della ricerca, tra cui CNR, Università di Palermo, Polo territoriale di Trapani e istituti tecnici nautici di Trapani e Mazara del Vallo.

 

Tra i temi da affrontare figurano anche la gestione delle concessioni demaniali e il governo dei porti di Trapani, Mazara del Vallo e Bonagia, dove cantieri e strutture per il diporto convivono negli stessi scali.

Il GAL intende promuovere un coordinamento con l’Autorità di Sistema Portuale, la Regione e gli altri porti della provincia. 

 

Nel frattempo, alle imprese è stata proposta l’adesione a una sezione specializzata del Distretto produttivo della Nautica del Mediterraneo, già operativo, per rafforzare la rappresentanza del territorio senza creare nuove strutture.

Il supporto metodologico è affidato a STEP srl. 

 

Il confronto si è concentrato su tre ambiti: investimenti infrastrutturali e aziendali, formazione e innovazione tecnologica, collaborazione tra operatori.

Il lavoro proseguirà attraverso un questionario per raccogliere priorità di investimento pubblico, progetti privati e ulteriori proposte. Le indicazioni confluiranno nel documento programmatico che sarà presentato al Seacily.

 

La sfida è trasformare le esigenze delle imprese in interventi concreti, facendo della cantieristica e della nautica da diporto un motore di sviluppo per l’economia del mare nella provincia di Trapani.