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21/10/2026 06:00:00

Trapani, gli studenti contro politica e giornalisti: “Avete strumentalizzato la protesta, non lo dimenticheremo” 

Gentile Direttore di Tp24, 

 

Lo sciopero di ieri ha fatto parlare di sè. 

Eppure, quella che poteva divenire, a nostro parere, un'occasione di riflessione collettiva sui seri problemi che gravano sul sistema scolastico in generale, è divenuto un ennesimo momento di indignazione, a nostro umile avviso, inutile.

 

Esponenti membri del Consiglio Comunale, giornalisti di note testate giornalistiche hanno preferito sollevare cori di polemica contro presunti slogan inneggianti la mafia, istiganti violenza, omettendo, tuttavia, di prendere in considerazione seriamente il contenuto principale e l'obbiettivo ultimo per cui gli studenti di Trapani hanno deciso di scendere in piazza. 

 

Non ci aspettavamo, attraverso lo sciopero, che le cose cambiassero, che mutassero, d'un tratto, gli scenari che hanno portato alla denuncia della miopia delle amministrazioni e dell'indifferenza della politica verso i problemi di noi studenti.

 

 Tuttavia riteniamo altamente inopportuno questo "linciaggio" mediatico: questa manipolazione, consapevole, di quanto detto e scritto. 

I cori, gli slogan, tutto in una protesta (e rifiutiamo categoricamente di credere che politici e giornalisti non siano consapevoli di questo dettaglio non da poco) sono volti a far parlare della manifestazione; sono ironici, satirici, fortemente polemici. 

 

Come potete strumentalizzare questa verve ironica, tanto più forte, evidentemente, tra noi studenti, e crearne un caso mediatico volto a screditare la manifestazione in sè e infine, essendo la manifestazione la precisa identificazione concreta di un dissenso studentesco diffuso, il dissenso di noi studenti stesso? 

Come osate ridurre la nostra protesta a meri slogan, rinnegando il fine ultimo di questa? 

Avete fallito: voi, membri del Consiglio Comunale e giornalisti, potevate decidere di darci ascolto, potevate avvicinare la politica di palazzo alle manifestazioni di piazza, potevate decidere di creare un dibattito cittadino che non fosse di carattere disgustosamente demagogico e populista. 

 

Quando al nostro richiamo avete voluto rispondere con parole di condanna, attaccandovi, e anche voi ne siete consapevoli, benchè non abbiate (e non ci aspettiamo che l'avrete, nonostante questa nostra lettera) l'onestà intellettuale di ammetterlo, a quanto più di infimo vi fosse, a quanto più di trascurabile vi fosse in quello sciopero: un cartellone. 

E quel cartellone è diventato il vostro grido di battaglia contro il dissenso di noi studenti nei confronti di un sistema, quello scolastico, che sempre più non riesce a stare al passo con le reali esigenze dei suoi fruitori, perché sempre più è lontano dalle attenzioni di chi ci governa. 

 

E queste parole potranno sembrarvi dure, potranno anche indignarvi. Bene così:  quanto più sarà la vostra indignazione tanto più riuscirete a capire la nostra amarezza nel vedere una giusta causa dissanguata per meri obiettivi politici. 

 

Potevate decidere di fare la differenza. Ancora una volta non l'avete fatto. E gli Studenti non lo dimenticheranno.

 

Collettivo studentesco "FX"