Il futuro di Trapani passa dal porto.
È questa la linea indicata da Valerio Valenti, candidato sindaco della città, che ha incontrato a Palermo Annalisa Tardino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, per un confronto sulle prospettive dello scalo trapanese e sul suo rapporto con il tessuto urbano.
A raccontare l’incontro è lo stesso Valenti in un post sui social, nel quale individua nella portualità uno dei nodi strategici per lo sviluppo economico della città. Il porto, scrive, «entra nel cuore della città» e dal suo futuro dipenderà il destino di Trapani.
Valenti ringrazia Tardino per l’accoglienza e, soprattutto, per aver condiviso una visione fondata sul confronto tra gli operatori economici trapanesi, i diversi livelli istituzionali e i mercati internazionali.
Un metodo concertativo che, secondo il candidato sindaco, dovrà tenere conto delle esigenze del territorio senza perdere di vista le dinamiche della competizione globale.
Porto e rigenerazione urbana, un solo progetto
Il messaggio politico è chiaro: non si può immaginare lo sviluppo di Trapani separando le infrastrutture portuali dalla trasformazione della città. «Portualità e rigenerazione urbana rappresentano dal mio punto di vista un unico progetto», scrive Valenti.
Una prospettiva che si inserisce sin una questione già centrale nella programmazione del territorio. Il progetto di riqualificazione del waterfront storico di Trapani prevede un nuovo terminal passeggeri, una passeggiata nella darsena urbana e un parco nell’area della Colombaia e del Lazzaretto.
L’intervento è oggetto di una procedura di valutazione ambientale strategica avviata nel dicembre 2022.
Sul fronte portuale, l’Autorità ha inoltre pubblicato gli atti relativi all’adeguamento tecnico-funzionale per la realizzazione di un terminal crocieristico e la rettifica della banchina Garibaldi, approvato nel febbraio 2025.
Sono dossier che mostrano quanto la partita sia concreta: infrastrutture, accessibilità, traffici marittimi, turismo e riqualificazione delle aree di contatto tra porto e città dovranno trovare una sintesi.
La sfida dei mercati internazionali
Nel ragionamento di Valenti c’è anche un richiamo alla necessità di comprendere le trasformazioni del mercato.
Per ritagliarsi un ruolo, sostiene, Trapani dovrà confrontarsi con umiltà e autorevolezza con una realtà nella quale sono le caratteristiche dei singoli territori e le scelte degli operatori internazionali a determinare le opportunità di crescita.
L’Autorità portuale gestisce una rete di scali della Sicilia occidentale e la sua programmazione strategica punta a differenziare gli interventi in base alle caratteristiche infrastrutturali, ai traffici esistenti e potenziali e al contesto economico e turistico delle città interessate.
Per Trapani, la questione è come valorizzare le proprie specificità e tradurle in opportunità di lavoro, investimenti e sviluppo, evitando che il porto resti una realtà separata dalla vita urbana
Il confronto si sposta a Trapani
Valenti annuncia che il confronto proseguirà presto a Trapani, con l’auspicio di poter lavorare insieme. Valenti non annuncia accordi già conclusi, impegni finanziari o un calendario di interventi condiviso: l’incontro viene presentato come un primo passaggio di interlocuzione e di confronto strategico.
Per il candidato sindaco, il porto è dunque molto più di un’infrastruttura: è una leva politica ed economica attorno alla quale costruire una visione complessiva della città. Resta da capire come questa visione potrà tradursi in proposte operative, priorità e tempi certi. È su questo terreno che il tema del porto potrà diventare uno dei capitoli centrali del confronto sul futuro amministrativo di Trapani.