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22/10/2026 13:00:00

Morte di Angelo Onorato, Francesca Donato si oppone all'archiviazione: "Indagini incomplete"

La Procura di Palermo chiede di archiviare l’inchiesta sulla morte di Angelo Onorato, ma la vedova Francesca Donato si oppone. Il suo avvocato, Vincenzo Lo Re, contesta la completezza degli accertamenti e indica diversi elementi che, secondo la famiglia, non sarebbero stati chiariti: gli accessi non coperti dalle telecamere, le condizioni dell’auto, una telefonata e le tracce genetiche.

L’architetto fu trovato morto il 25 maggio 2024 nella sua Range Rover, lungo viale Regione Siciliana, con una fascetta stretta attorno al collo. La famiglia contesta l’ipotesi del suicidio e chiede di proseguire le indagini nel procedimento per omicidio a carico di ignoti.

Gli accertamenti già richiesti dal giudice

Il legale richiama l’ordinanza del 20 marzo 2026, con cui il gip, accogliendo una precedente opposizione, aveva disposto nuove indagini sui percorsi pedonali nell’area del ritrovamento, sul quadro medico-legale, sulle tracce genetiche e sui rapporti personali ed economici di Onorato.

«Non tutti gli accertamenti richiesti sono stati eseguiti e altri, a nostro avviso, sono stati condotti in maniera non sufficientemente approfondita», sostiene Lo Re.

Le zone fuori dalle telecamere

Uno dei punti centrali riguarda la possibilità che qualcuno abbia raggiunto l’automobile senza essere ripreso.

La difesa contesta la conclusione secondo cui l’area sarebbe accessibile soltanto attraverso un percorso sorvegliato. Secondo quanto richiamato nell’opposizione, le stesse annotazioni della Squadra Mobile indicano che le telecamere non inquadrano né l’inferriata accanto alla vettura né l’accesso pedonale a via Minutilla.

Per il legale, dunque, l’assenza di persone nelle immagini non consentirebbe di escludere che qualcuno si sia avvicinato.

Lo sportello e la telefonata: «Sono con persone»

L’opposizione segnala anche alcuni particolari dell’abitacolo. Secondo la ricostruzione della difesa, alle 11.07 lo sportello posteriore destro risultava aperto e non sarebbe stato più richiuso. Sui tappetini posteriori erano presenti aghi di pino, mentre la cintura di sicurezza si trovava in una posizione ritenuta anomala. Sulla fascetta non sarebbero state rilevate impronte.

Alla stessa ora, durante una telefonata con un dipendente, Onorato avrebbe detto di essere «con persone». Una circostanza sulla quale la famiglia chiede ulteriori verifiche.

Il DNA e la decisione sull’archiviazione

All’opposizione è allegata una relazione della genetista di parte Elena Carra, che segnala tracce di DNA di uno o più soggetti non identificati su dodici reperti e sollecita nuovi accertamenti.

La presenza di materiale genetico altrui non dimostra, da sola, un omicidio: resta da chiarirne l’origine e l’eventuale rilevanza nella ricostruzione della morte.

«Il nostro obiettivo è che venga fatta piena luce sulla morte di Angelo Onorato», conclude Lo Re. Spetterà ora al gip valutare l’opposizione e la richiesta di archiviazione.